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BACON, FREUD, LA SCUOLA DI LONDRA

BACON, FREUD, LA SCUOLA DI LONDRA
BACON, FREUD, LA SCUOLA DI LONDRA
la pittura realistica e dolorosa
BACON, FREUD, LA SCUOLA DI LONDRA
BACON, FREUD, LA SCUOLA DI LONDRA | la pittura realistica e dolorosa

"La mia idea di ritratto scaturisce dall’insoddisfazione per i ritratti che assomigliano alle persone. I miei ritratti devono essere ritratti di persone, non simili alle persone. Non creare qualcosa che somigli alla persona, ma incarnarla […] Per quanto mi riguarda il materiale pittorico è la persona. Voglio che il dipinto sia fatto di carne". (Lucian Freud)

Il Chiostro del Bramante si tinge di tinte cupe. Fino al 20 febbraio sarà possibile visitare la mostra Bacon, Freud, la scuola di Londra, organizzata in collaborazione con Tate, di Londra, due giganti della pittura mondiale per la prima volta in Italia.  Insieme alle opere di Bacon e Freud, si potranno ammirare anche quelle Michael Andrews, Frank Auerbach, Leon Kossoff e Paula Rego, gli altri pittori della Londra di queglia anni accumunati dalla stessa visione dell'arte.

La mostra, che si snoda in quarantacinque dipinti, disegni e incisioni di artisti della cosiddetta “School of London”, inizia con una serie di opere degli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento: volti e atmosfere che mostrano i segni della guerra e del dopoguerra, il dolore, la disperazione, le tinte cupe, la prevalenza del grigio, i volti distorti. Il percorso prosegue con una seie di opere di Francis Bacon, dipinti e disegni delle sue notissime figure sole ed isolate, da se stesse e dalla moltidune, spesso senza sfondo alcuno, solo il nero.

Osservando i dipinti di Freud si prova un coinvolgimento emotivo totale, anche fisico, a volte anche una forma di disagio. Spesso la sua pittura è stata definita pittiua psicanalitica (era nipote di Sigmund Freud). Nei suoi ritratti si percepiscono la tristezza e la solitudine del soggetto ritratto, con una forza che supera ogni forma di realismo.

Tutte le opere, non solo quelle di Bacon e Freud, raccontano un'umanità nuda, fragile, i luoghi raffigurati non sono quelli da cartolina, non ci sono filtri. Sono tanti i temi affrontati oltre alla guerra e al dopoguerra, storie di immigrazione, tensioni, miserie, desiderio di cambiamento, ricerca e introspezione, ruolo della donna, dibattito culturale e riscatto sociale. L'ultima opera esposta risale al 2004.

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