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Valle del Treja

Valle del Treja
Valle del Treja
a spasso nella natura
Valle del Treja
Valle del Treja

Il Treja, un fiume quasi sconosciuto, affluente del Tevere. Un paesaggio ombroso e verdeggiante, dove le acque hanno scavato nei tufi vulcanici forre profonde e ramificate. Presenze animali diffuse ma discrete, spesso denunciate solo da segni colti da chi sa interpretarli: gli aculei dell'istrice, l'impronta del cinghiale, il richiamo acuto e interrogativo della poiana. E poi i paesi di Calcata e Mazzano Romano, due microcosmi cui affacciarsi in punta di piedi. Un'area protetta singolare, nel panorama pur vario dei parchi del Lazio. Il Treja è un modesto corso d'acqua che sorge dai monti Sabatini per confluire nel Tevere all'altezza di Civita Castellana. Sono circa 30 km di percorso nei quali attraversa una campagna in buona parte coltivata, ma le acque nel tempo hanno creato un mondo ancora selvatico: è quello delle forre, scavate nei teneri tufi dell'antico vulcano sabatino.

L'area protetta, istituita con L.R. 22 settembre 1982, si estende su 628 ettari nel territorio dei Comuni di Calcata e Mazzano Romano. E' quello dei boschi l'ambiente più rappresentato, un nastro verde che seguendo il corso d'acqua serpeggia nella campagna circostante. I confini del parco comprendono generalmente le fasce ripariali fino a poche centinaia di metri di profondità verso l'interno, prendendo più respiro nel settore centrale ad abbracciare le alture di Pizzopiede e di Monte Li Santi appena a sud di Calcata. Qui confluiscono nel Fiume Treja due torrenti, il fosso della Mola e il fosso della Selva, che scorrono talvolta tra gole dalle pareti verticali. I centri storici di Calcata e Mazzano Romano sono le prime emergenze storico-artistiche del parco, ma numerose sono le testimonianze archeologiche tra cui quelle legate all'antico insediamento di Narce. 

Nel settore meridionale del parco della Valle del Treja si giunge in una delle località più note e apprezzate dell'area protetta. Con un salto modesto per altezza, l'acqua del fiume supera alcuni dislivelli sulle rocce del letto di origine vulcanica, qui tufi di particolare resistenza generati da un piccolo centro eruttivo localizzato molto probabilmente nelle vicinanze e appartenuto all'antico apparato vulcanico sabatino. Il Treja raccoglie le acque piovane di un'area di circa 490 km², ottanta volte più estesa del parco.

È Roberto Rossellini, regista di capolavori del neorealismo come Roma città aperta (1945) o Paisà (1946), il talent scout delle cascate di Monte Gelato. Le scopre e le utilizza nel suo Francesco, giullare di Dio, del 1950, e per il cinema italiano questa diventerà una location assai ambita. Da Orlando e i paladini di Francia a Per qualche dollaro in più, dal genere mitologico al western all'italiana, nei decenni seguenti il susseguirsi di pellicole arriva a generare una piccola economia locale. Oggi le cascate sono protagoniste perlopiù di spot televisivi e reportage di matrimonio.

 

Per maggiori informazioni, è possibile consultare il sito www.parchilazio.it

Il sito ufficiale del Parco Valle del Treja è visitabile al link www.parcotreja.it

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