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Valerio Malorni

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Per Valerio Malorni, fare teatro è soprattutto “fare rapporto”. Cercare una relazione tra le persone e tra le cose. Non solo dentro lo spazio scenico. Immaginare ciò che esiste nel fuori scena, quando un personaggio scompare. Se uno spettacolo riesce a smuoverti davvero, accade così: crea un ponte verso qualcos'altro. Valerio ha cominciato ad amare il teatro da subito, anche se da bambino “faceva il bambino”, non pensava a ciò che sarebbe voluto essere, a parte un uomo, nella maniera più completa. Non ha mai fatto l'Accademia, ma ha studiato – tra gli altri – con Mario Scaccia e Giorgio Barberio Corsetti. Ha una anche formazione da danzatore che gli ha lasciato un legame fondamentale con il corpo “perché bisogna cercare la pancia, non la testa” nel teatro come nella vita.
Nel 2006 mette in scena la sua opera prima Con Chi – Assolo con tendenze all'amicizia e si aggiudica il premio Staff a MArtelive. Ma come recita il sottotitolo dello spettacolo, la tendenza all'amicizia – ossia alla relazione – lo porta al desiderio di lavorare con gli altri. Scrive insieme a Simone Amendola L'uomo nel diluvio – un affresco sulla condizione contemporanea tra ansia di fuga e desiderio di restare – finalista al Premio Scenario 2013 e vincitore del premio In-box 2014. Ha in progetto di continuare lo spettacolo raccontandone appunto il fuori scena: la tournée in giro per l'Italia – gli incontri estemporanei, le realtà di provincia – per rappresentare un Paese nella sua contraddittoria complessità.
Se uno spettacolo funziona “è giusto che cresca, altrimenti muore” dice Valerio. Lui rivendica sempre la ricerca di uno stupore, ciò che di sicuro non manca ai bambini. Si dedica con passione al teatro per l'infanzia insieme alla compagnia Teatro delle Apparizioni, con cui vince nel 2015 il Premio Eolo grazie a Il tenace soldatino di piombo, nonché al teatro sociale. La sua forza è un'incessante curiosità, perché: “le finestre servono a far arrivare la luce, ma anche ad affacciarsi”.

La storia di Marco Massarutto è stata raccontata da Christian e Veronica Raimo

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