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Tacchi

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Tacchi
femminili e maschili
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Tacchi | femminili e maschili

È abbastanza strano, oggi, pensare ai tacchi come strumento di battaglia. Invece nel II secolo d.C. in Persia era questa la loro unica funzione: dare maggior stabilità ai cavalieri. Nel corso degli anni i tacchi hanno avuto funzioni estetiche e di status symbol, ma possiamo affermare che, in un certo senso, la battaglia non finirà mai.

Nel XIV secolo iniziarono ad espandersi in tutta Europa, soprattutto a corte, poiché dovevano esaltare le figure dei nobili, facendoli apparire più alti, a testimonianza del loro stato sociale. Basti pensare al Re Sole che, anticipando di gran lunga Louboutin, li amava così tanto da arrivare a promulgare una legge che consentisse solo ai membri della sua corte di indossarli rossi come i suoi. Tanto per capire: gli uomini coi tacchi rossi facevano parte dell’élite, dei privilegiati del capriccioso monarca.

Simbolo indiscusso della sensualità femminile, croce e delizia di ogni donna, il tacco subì un’ulteriore evoluzione con l’avvento della moda androgina, nel XVII secolo: i tacchi infatti non venivano visti di buon occhio dalle donne,  che comunque iniziarono ad indossarli a favore dei dettami del momento già sopportando, all'epoca, il dolce e aspro dolore di quello scomodissimo meraviglioso accessorio. A quel punto non c’erano più dubbi, il tacco era già diventato immortale e, due secoli dopo, rappresentò il simbolo delle cartoline di epoca vittoriana, poiché rendevano assai sensuali le modelle, che posavano completamente nude o con pochi accessori.

Negli uomini ormai la funzione del tacco è di minima comodità, infatti di norma un tacco maschile è alto circa 3 cm, ad eccezione dei rialzi interni che, anche se non lo sappiamo, vengono utilizzati da molti uomini per sembrare più alti o, se preferite, meno bassi. Pensate che queste suole interne possono arrivare anche a misurare ben 8 centimetri. Pare che Tom Cruise, ai tempi del matrimonio con l’altissima Nicole Kidman, la implorò di non utilizzare i tacchi – almeno in pubblico - che lei tornò a indossare subito dopo il divorzio.

Anche i tacchi femminili vengono indossati per elevare l’altezza ma, in maniera più ragionata, per allungare la gamba, affinare la caviglia, aumentare la sensualità. I tacchi femminili oggigiorno superano di gran lunga i proverbiali 12 centimetri e a quel punto si arriva ad un dolente bivio e bisogna scoprire in fretta quale sia la soluzione migliore per ovviare alla sofferenza: invocare la stabilità dei cavalieri, indossare scarpe con plateau, fare spallucce poiché chi bella vuole apparire un poco deve soffrire? Una soluzione ulteriore, senza porsi altri problemi, la suggerisce Victoria Beckham: “Non riesco a concentrarmi sulla scarpe basse”.

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