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Street art ad Arce

Street art ad Arce
Street art ad Arce
i colori della valle del liri
Photo credit by Dante Corsetti
Street art ad Arce
Street art ad Arce

Un percorso in un piccolo paesino ciociaro attraverso le opere di street artist internazionali che, grazie al progetto Memorie Urbane, hanno colorato i muri di Arce.

Nata a Barcellona nel 1977, Andrea Michaelsson è attiva sulla scena street con il nome di BTOY. Si forma studiando fotografia ed è influenzata dalla tecnica del ritratto di Cartier-Bresson e dall’iconografia delle dive di Hollywood, come Clara Bow e Louise Brooks, che l’artista ama particolarmente. Multi-media artist, ispirata alla pop art, mescola stencil, acrilici, spray ed elaborazione digitale. Assidua frequentatrice della strada, che preferisce all’attività artistica in studio, ha collaborato con diversi artisti, sul tema dell’immagine della donna come simbolo, icona e messaggio di potenza di genere. Grande curiosità per il suo primo lavoro in Italia, a Memorie Urbane 2015.

Pixel Pancho, street artist Torinese e un pò spagnolo di formazione, vive tra l’Italia e l’estero portando in giro il suo modo di fare murales, ormai famoso in tutto il mondo. Writers e “vandalo” della prima ora, Pixel Pancho come nome e progetto artistico nasce nel 2001, con una sorta di nuovo contatto e comunicazione tra il mondo umano e quello dei robot, attraverso cui l’artista parla dal punto di vista visuale. Un’entità che ha l’obiettivo di diventare il nuovo Dio e che l’artista sta portando in giro per il mondo, in strada e in diverse gallerie per esposizioni personali o progetti urbani. Una nuova umanità di metallo che richiama l’immaginario di un’intera generazione e si configura come una riflessione sull’esistenza da un inedito punto di vista.

Las Palmas de Gran Canaria, Spagna. Laureato in Pedagogia sociale a Barcellona e autodidatta nell’arte, Tono Cruz ha realizzato progetti in diverse latitudini, dall’africa all’America del sud, dall’Europa all’Asia. Il suo lavoro si concentra intorno al linguaggio dell’umana realtà, in tutte le sue sfaccettature. La figurazione come elemento principale, per trasmettere idee e comunicare, le opere per invitare a riflettere e investigare sulle diverse realtà che ci circondano. Le anomalie dei colori, che a volte appaiono nelle sue opere, funzionano come contrasto e richiamano alla speranza e al cambiamento.

Agostino Iacurci, classe 1986, nasce a Foggia e vive tra Roma e Norimberga come illustratore e artista. Torna a Memorie Urbane, dopo la sua partecipazione all’edizione 2012. Ha esposto in tutto il mondo ed ha partecipato alla 55a Biennale di Venezia. I suoi murales sono protagonisti dei principali festival internazionali. Autore e creatore di una nutrita famiglia di giganti che abitano sulle pareti di diverse città nel mondo, Iacurci fa della pittura murale di grandi dimensioni la sua cifra stilistica, con una capacità compositiva e realizzativa davvero impressionante. Ironia e sintesi stilistica caratterizzano i suoi personaggi, mentre le opere di piccole dimensioni, prolungamento del lavoro da illustratore, contengono una maggiore indagine psicologica e simbolica. Ferme in un istante di perfetta poesia, le opere non si muovono, non fremono né scalpitano i colori; sembrano sostare e contemplare divertite lo strano mondo che le circonda.

- LE OPERE -
Photo credit by Dante Corsetti
Photo credit by Dante Corsetti
Photo credit by Dante Corsetti
Photo credit by Dante Corsetti