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Simona Merlini

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Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi
Simona Merlini
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“L’America ci ha colonizzato l’inconscio”, sentenziava Wim Wenders, sottolineando l’aspetto della massificazione attraverso la cultura pop. Ma alzi la mano chi può sottrarsi a un’influenza tanto ingombrante. Tanto vale introiettare quella cultura e renderla attraverso uno sguardo personale e nuovo. Simona Merlini si muove in questa direzione. 33enne laureata all’ISIA di Roma, più che la realizzazione oggettuale è l’aspetto visivo a interessarla.

“Ho sempre preferito restarmene a casa a guardare film su film” ammette. Visione come strumento di conoscenza più che appiattimento ozioso. La sua produzione grafica attinge a piene mani da ogni aspetto della cultura pop: cartoni animati, serie tv, fumetti, cinema, pittura, musica. He-Man e i Blues Brothers sono accomunati da una coerenza autoriale che privilegia uno sguardo minimale e geometrico, l’uso netto del colore, la stilizzazione del tratto. L’effetto è quello di un’opera ottenuta per sottrazione.

Quando due produttori di birra la contattano per realizzare il logo e la grafica del prodotto, è appunto quella sobrietà stilizzata che ricercano, in linea con l’idea di avvicinare la cultura birraria alla più elegante e tradizionale cultura vinicola. Simona parte dall’immagine del luppolo: la destruttura, la geometrizza, e attraverso rotazioni continue arriva alla stilizzazione di un fiore (“Fiorenero” è il brand della birra). Ecco il logo. Lo studio cromatico sugli ingredienti del prodotto fa il resto dell’etichetta. Dopo alcune collaborazioni con il mondo editoriale in veste di illustratrice, adesso cura la grafica per studi cinematografici: viste le premesse, è naturale che il cinema fosse il suo approdo.

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