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MEDINA ROMA

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factory dell'arte a due passi dal Colosseo
MEDINA ROMA
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L’Art Gallery Medina Roma è una factory nel cuore pulsante ed in fermento di Roma a due passi dal Colosseo. Dal 2016 segue un percorso di crescita continua nello scenario dell’Arte Contemporanea con esposizioni, mostre e l’organizzazione di eventi. Polo d’avanguardia caratterizzato dal concept-design minimale e moderno con allestimenti site-specific e linguaggi artistici che spaziano dalle forme più tradizionali a nuove formule visive con una spiccata propensione alle dinamiche del web e dei social.

Il team core interno è composto da Annalisa Perriello, Art Curator & Manager e Palma Costabile, architetta e responsabile di Medina Roma, ed è proprio a lei che abbiamo rivolto le nostre domande.

Quando avete aperto?

Dopo un periodo “sperimentale” di creative lab/spazio espositivo, Medina Roma Art Gallery nasce ufficialmente nel 2016. Da allora abbiamo intrapreso un percorso intensissimo ed estremamente appassionato nell’organizzazione di mostre, esposizioni ed eventi d’Arte Contemporanea, con alcuni complementi legati ai mondi del design, dei reading/talk, delle presentazioni di libri/video e molto altro, anche attraverso consolidate sinergie e partnership con Istituzioni, Ambasciate, Istituti bancari, di credito ed assicurativi, grandi aziende, Musei. Fra le tante, abbiamo il piacere di ricordare la mostra di Luigi Ballarin a Doha in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Qatar nel Gennaio 2020. Mentre per gli eventi complementari ricordiamo con estremo entusiasmo le serate reading di poesie con il Circolo letterario de “La Setta dei Poeti estinti” al Castello di Santa Severa, allo Stadio di Domiziano ed a Palazzo Merulana. Per quanto riguarda il futuro, saremo una delle sedi dell’Esposizione Triennale di Arti Visive 2020 a Roma dal 9 al 18 Dicembre 2020, un evento sulla vetta del panorama dell'Arte Contemporanea nazionale ed internazionale con una grande visione al presente ed una vera e propria Cultura del Futuro (“Roma: il futuro inizia oggi, non domani” è uno dei payoff dell’organizzazione).

Quali sono gli intenti artistici dello spazio?

L’intento principale è la valorizzazione degli artisti contemporanei (giovani, emergenti o già affermati). Negli ultimi anni, con emergenti e più consolidati abbiamo verificato, studiato e sperimentato nuove tendenze e correnti del settore e maturato competenze storico-artistiche, culturali e curatoriali nonché competenze manageriali e gestionali. La strategia vede due macro aree di azione: una di curationship qualitativa che deve diffondere il più possibile il concept e le opere degli artisti all’interno della società, sia nel mondo reale che in quello virtuale attraverso il web ed i social. Per noi la componente online è sempre stata fondamentale e ci ha permesso di non fermarci neanche durante il periodo di lockdown covid-19: abbiamo anzi potenziato i vari canali della rete allargando i bacini di fruizione digitale online exhibit o viewing room. La seconda macro area di azione è volta allo sviluppo di un network di collezionisti, appassionati ed investitori per l’acquisizione delle opere. Quest’ultimo rappresenta oggi un obiettivo che consideriamo centrale per la crescita nei prossimi anni. La nostra attività è sempre molto dinamica ed agile, costantemente interagiamo con il territorio di riferimento per incidere su di esso nell’evoluzione del relativo tessuto socio-culturale. Il nostro target di pubblico ha uno spettro molto ampio dai giovani fino ai più adulti. In tutta la comunicazione, polarizziamo sempre i piani sul riconoscimento del nostro stile e del nostro “brand”. Allargando la visione su un arco temporale di più lungo termine, un altro macro intento è quello fondare altre gallery in altri territori e “istanziando” Medina in diverse città.

Due artisti emergenti e non, da tenere d’occhio.

Non per pura formalità comunicativa, ma lavorando con molti artisti emergenti ed avendo organizzato molte mostre, è realmente non semplice indicare due nomi. È però nelle nostre corde un orientamento deciso verso le sfide. Per cui ad oggi, consigliamo di tenere d’occhio Fabio Cicuto e Silvia Struglia. Il primo è un’artista con un percorso già ben avviato di mostre in prestigiose rassegne nazionali ed internazionali, le sue tele sono state esposte al Chiostro del Bramante, a Milano e Firenze sono state in mostra accanto a Mario Schifano, Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Shepard Fairey ed altri maestri del Novecento. Conosciamo Fabio Cicuto e lo abbiamo definito un “astratto lirico” che concettualizza il presente come archetipo di limite fra passato e futuro: sul background ancestrale delle sue opere irrompono le tracce che si scagliano verso il divenire. Silvia Struglia è una giovanissima che sta crescendo in modo molto fresco e qualitativo: nel 2019 ha vinto nella sezione pittura della Biennale MArteLive e nel 2020 è stata selezionata dall’Atlante dell’Arte Contemporanea De Agostini. La sua opera cristallizza sensazioni, ritmi e storie, fissando su tela un processo nell’”istantanea di una narrazione”. Un’esperienza sinestetica in cui contenuti e stati d’animo potenziano l’opera mentre il pezzo incede, evolve e si compie.

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