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GALLERIA CHIAROSCURO

GALLERIA CHIAROSCURO
GALLERIA CHIAROSCURO
l'arte che guarda anche al sociale
GALLERIA CHIAROSCURO
GALLERIA CHIAROSCURO

Galleria Chiaroscuro è uno spazio espositivo che si trova nel rione Esquilino: un unico locale con soffitto a volta di piccole dimensioni, ma di grande fascino sia per la collocazione che per la sua forma originale. 

Abbiamo rivolto qualche domanda a Francesca Longo, direttrice e curatrice della galleria.

Quando avete aperto?

“Chiaroscuro è uno spazio di ricerca indipendente non profit aperto nel rione multietnico Esquilino a Roma. Uno spazio nuovo, pensato per l’arte, ma che guarda anche ad altri mondi e che vuole scommettere sull’impegno sociale, politico, culturale. Lo spazio nasce come luogo dedicato ad artisti provenienti da tutto il mondo e da tutti i mondi, con un’impronta internazionale e una vocazione multiculturale, avvalendosi della collaborazione di Istituti Culturali e Istituti di Alta Formazione Artistica. Uno spazio di ricerca in cui l’arte fa emergere le possibilità non date, Chiaroscuro opera nella convinzione che il valore educativo dell’arte concretizzi il senso di appartenenza degli individui ad una comunità, facilitando la comprensione e la tolleranza, creando un’identità collettiva.  In questo senso tra le mostre più interessanti sicuramente Sguardi ed Essere eterni. Sguardi - in collaborazione con Attivamente e Baobab esperienze, una piccola Mostra che ha presentato le fotografie realizzate da migranti ed ospiti di un centro diurno per la salute mentale, con visite guidate nei Musei romani, dal MAXXi a Villa Torlonia. Fragilità, marginalità, isolamento: accesso al patrimonio artistico come strumento di riscatto”.

Quali sono gli intenti artistici e le iniziative in corso al momento del vostro spazio?

“Ad ottobre (attualmente temporaneamente sospeso causa COVID) ha preso il via il progetto Recommended coordinato da me a Raffaele Gavarro dedicato ai giovani artisti, è nato dalla semplice constatazione di quanto sia difficile per i neodiplomati e diplomandi delle accademie trovare una prima possibilità di esporre. Se questo era vero prima della pandemia di Covid-19, appare evidente che le difficoltà sono ancora maggiori in questo presente e che lo saranno ancora di più nel prossimo futuro.Recommended si oppone a questo stato di realtà, offrendo la possibilità di allestire una mostra personale a otto artisti, accompagnati da altrettanti curatori e organizzatori dando così vita ad una situazione unica in Italia, ma che ci auguriamo possa divenire un modello da replicare. La nostra speranza e il nostro desiderio è che il lavoro di questi giovanissimi artisti e curatori possa ricevere attenzione da gallerie, curatori e collezionisti, divenendo concreto viatico al loro futuro. Per questa prima stagione di Recommended la selezione degli artisti si è limitata a studenti ed ex studenti dell’ABA e della RUFA di Roma, mentre i curatori oltre che dalle accademie provengono dalle università romane. Inoltre, sempre da queste istituzioni saranno selezionati studenti per stage trimestrali, con relativa attribuzione di crediti formativi, durante i quali acquisiranno le competenze basilari del lavoro in uno spazio espositivo, sia nell’ambito dell’organizzazione che in quello della comunicazione,  Recommended ha preso il via venerdì 16 ottobre con l’inaugurazione della mostra di Vito Gara, curata da Fabiola Fiocco.  Vito Gara ha presentato un’installazione ambientale e sonora dal titolo “Io perdo colore” (2020) che consiste di una lavatrice nel quale l’artista ha inserito alcuni dei propri indumenti e di una teca in plexiglass montata a parete e collegata a ciclo chiuso con lo scarico della lavatrice. I ripetuti e continui lavaggi decolorano gli indumenti rendendo di contro l’acqua sempre più colorata. Io perdo colore diviene così un autoritratto atipico che trascende la rappresentazione per farsi essenza”.

Due artisti emergenti, e non, da tenere d’occhio?

“Sicuramente tra quelli che riteniamo tutti degni di attenzione, segnalo Vito Gara e Elisa Garofani, ma anche due artisti stranieri David Salge e Corina Surdu”.

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