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Color Giallo Simpson

Color Giallo Simpson
Color Giallo Simpson
Le curiosità della celebre famiglia americana
Color Giallo Simpson
Color Giallo Simpson | Le curiosità della celebre famiglia americana

Pensate che Matt Groening abbia scelto casualmente il giallo per creare i Simpson? Assolutamente no! Ogni colore ha una storia importante da raccontare; nell’arte, nell’architettura… e nei Simpson!

Secondo una tradizione iniziata nel XII secolo, il giallo è sinonimo di falsità, di inganno, di menzogna, è visto come una degenerazione delle qualità luminose e morali dell’oro. Se ci pensiamo bene, infatti, nelle raffigurazioni medievali, i traditori indossano sempre qualcosa di giallo.

I supereroi spesso sono rossi o blu, Homer e famiglia invece sono gialli, corrotti, cinici e spesso hanno pensieri cattivi, sono lo specchio della società attuale. Nonostante ciò, la celebre famiglia gialla ha una stella nella Hollywood Walk of Fame. E, secondo il Time, Bart non è un figlio dispettoso bensì la quarantaseiesima persona più influente del XX secolo. 

La sitcom infatti è nata come parodia satirica dello stile di vita statunitense, dai valori familiari alla televisione. È un concetto abbastanza assimilabile oggi, ma nel 1987 fu un’assoluta novità, tanto che TV Guide ha classificato I Simpson all’ottavo posto tra i migliori 50 spettacoli televisivi di tutti i tempi, addirittura primi tra le serie animate.

La serie racconta la vita della famiglia Simpson, dal capostipite pasticcione Homer fino alla sua ultimogenita Maggie e al suo inseparabile ciuccio. La famiglia residente nella "fittizia" Springfield (71 città americane hanno questa denominazione) non invecchia mai ed è sempre attualissima, soprattutto nei temi trattati. Questo è il principale motivo per cui i Simpson piacciono praticamente a tutti, perché ci ricordano inevitabilmente l’arrivismo e l’ingenuità di cui siamo vittime quotidianamente.

La serie ha fatto innamorare anche celebrità americane e italiane, tanto che, ad oggi, I Simpson detengono il Guinness dei primati per il maggior numero di celebrità partecipanti ad una serie animata. Basti pensare a Kelsey Grammer e Phil Hartman, oppure ai nostrani Paolo Bonolis, Mike Bongiorno, Francesco Totti…

Matt Groening ha generato la sua famiglia animata grazie all’aiuto di James Brooks. La sua certezza principale era mostrare una famiglia disfunzionale, in primis gialla. Matt immaginava che, una volta acceso il televisore, il pubblico pensasse: “Perché questi cartoni sono gialli? Evidentemente c’è un problema tecnico”! E così Groening ha catturato il suo pubblico fin dalla prima puntata, innovando sensibilmente la cultura dello spettacolo in toto, tranne per i nomi scelti: i personaggi della serie, tranne Bart, hanno tutti i nomi dei familiari di Groening (il nome di suo figlio è Homer).

La strada dei Simpson non è stata sempre in discesa, anzi nel corso degli anni ha creato numerose polemiche. È un risultato importante, se pensiamo che di base si tratta “solo” di un cartone animato, no? Homer si scontrò in tribunale con l’altra celebre famiglia americana tanto amata, I Robinson, fu persino attaccato da George Bush, che era contrariato per questa brutta pubblicità della tipica famiglia americana.

Si scagliarono contro I Simpson anche diverse associazioni di genitori e molti psicologi, poiché sostenevano che Bart fosse un pessimo esempio per i suoi coetanei, per non parlare della “Sindrome di Homer Simpson”, altro cattivo esempio portato alla ribalta grazie al protagonista assoluto della serie, marito e padre alcolizzato e assolutamente irresponsabile.

A nessuno piace essere additato o preso in giro, ma il fatto è che la satira è l’arte più irriverente e curiosa, non possiamo farne a meno. Ne I Simpson nessuna situazione è lasciata al caso: la centrale nucleare in cui lavora Homer, ad esempio, è un chiaro esempio di satira ambientale.

A partire da Homer, i personaggi che si sono susseguiti nel corso di tutti questi anni sono perfidi e corrotti, soprattutto i politici. L’unico a salvarsi è Dio, a cui si rivolge la nostra amata famigliola nei momenti di sconforto. Ci avete mai fatto caso che Dio è l’unico personaggio ad avere 5 dita e non 4 come tutti gli altri?

Lo straordinario biglietto da visita della serie è rappresentato dalla sigla, in cui possiamo già notare che non si tratta di un cartone come quelli a cui siamo stati abituati durante l’infanzia. Emblematica è la scena di Marge alla cassa del supermercato, mentre è intenta a pagare la spesa che comprende anche la figlioletta Maggie, che passa sul lettore dei codici a barre facendo apparire uno scontrino di 847,63 dollari, che non è una cifra a caso ma il costo medio annuo di un neonato negli Stati Uniti nel 1989. 

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