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#dietrolequinte della Soprintendenza

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#dietrolequinte della Soprintendenza | #laculturanonsiferma

Soprintendenza Archeologia Belle Arti attraverso è #laculturanonsiferma e la pagina fb dedicata offre ad appasionati ed esperti la possibilità di assitere ad un importantissimi fasi di lavoro che archeologi e restauratori svolgono per il recupero e la conservazioni di luoghi famosi o spesso sconosciuti, ma dal valore davvero inestimabile. A Tarquinia, come in altri depositi del territorio, la Soprintendenza  ha attivato tirocini con la Sapienza-Università di Roma, attraverso i quali giovani studenti di archeologia possono acquisire metodologie e buone pratiche di lavoro oltre che consentire loro, per la prima volta, di provare il fascino del contatto diretto con i reperti. I depositi divengono così spazi vivi dove i futuri archeologi lavorano accanto a professionisti del settore, in qualità di tutor, a tutte le operazioni essenziali per la schedatura e inventariazione dei materiali, a partire dalla pulizia, riconoscimento e divisione per classi.

Molto spesso la frammentarietà degli oggetti provenienti da scavi richiede un lungo lavoro di ricerca dei frammenti appartenenti allo stesso pezzo, nel tentativo di arrivare alla ricostruzione di un reperto. Una volta terminato il processo di pulitura e restauro dei materiali si passa alla loro documentazione grafica e fotografica e quindi alla schedatura. Tutte queste operazioni sono necessarie per poter realizzare l’inserimento dei dati all’interno dei sistemi di catalogazione previsti dal Ministero. Il materiale così analizzato sarà di fondamentale importanza per giungere ad una più puntuale datazione dei contesti di scavo. Lo studio approfondito permetterà al singolo oggetto di «narrare» la propria storia a chi lo saprà interrogare, rivelando un’incredibile mole di informazioni: quando è stato realizzato, da dove proviene, con quale tecnica è stato realizzato e chi lo ha realizzato, a cosa serviva. Queste informazioni, e molte altre, ci aiuteranno poi a rispondere ad una serie di domande: perché si trovava in quel luogo (tomba, santuario, abitazione, immondezzaio), chi lo ha portato in quel luogo e perché? Tutte queste attività hanno consentito e consentiranno di fare importanti passi avanti nella conoscenza del contesto e il fine ultimo del lavoro sarà quello della divulgazione dei dati e dell’esposizione dei reperti. La conoscenza del nostro immenso patrimonio è il modo migliore per imparare ad amarlo e valorizzarlo.

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