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VALERIO CIAMPICAGLI

VALERIO CIAMPICAGLI
VALERIO CIAMPICAGLI
Foto di Antonio Barrella
VALERIO CIAMPICAGLI
VALERIO CIAMPICAGLI

La notte di una città millenaria viene illuminata di luci che sembrano venire dal futuro. Un bambino, incredulo, dice alla madre: «Mi sembra di stare su un’astronave».

Far sognare cittadini e avventori di ogni età è senza dubbio uno dei più grandi desideri (realizzati) da Valerio Ciampicacigli e Michele Cinque, rispettivamente un designer e un laureato in filosofia che nel 2015, hanno unito le loro visioni per metterle a servizio di quella che da sempre è la loro città, Roma.

Nasce così Ro-map, il Roma Light Interactive Festival: «Da romani e amanti del luogo in cui viviamo ci siamo sentiti spinti dall’esigenza di vedere il tessuto urbano trasformato dalle arti digitali. L’idea del festival nasce dai viaggi che abbiamo fatto per piacere e lavoro in Europa e nel mondo. È così che ci siamo accorti che Roma, con le sue splendide architetture, non aveva ancora un light festival».

Senza rinunciare alla semplicità propria delle idee migliori, Ro-map invade la città con installazioni digitali monumentali e si avvale di una comunicazione capillare in realtà aumentata.

In un contesto straordinario come quello romano è inevitabile che venga così a crearsi un vero e proprio corto circuito tra passato e futuro, arte, storia e tecnologia. 

La prima edizione si è svolta nel 2015 e ha visto 4 giorni intensissimi di eventi tra Circo Massimo e Piazza Navona, affrontati con molto impegno e il solo finanziamento dell’Estate Romana.

La grande affluenza di pubblico e il successo unanime hanno spinto Valerio e Michele ad alzare l’asticella, presentando per la prossima edizione un progetto ancor più ambizioso.

Questo, prevede 4 artisti di fama internazionale agire in 4 location, nell’ottica di estendere ulteriormente i confini di un percorso luminoso e intensivo che ha affascinato oltre 70.000 persone.

La storia è stata raccontata da Ginevra Lamberti, scrittrice.

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