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VALERIA MASSA

VALERIA MASSA
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Foto di Antonio Barrella
VALERIA MASSA
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«In Italia le tradizioni sono ancora molto radicate. Le nostre famiglie ci hanno dato un esempio ed è ancora “normale” sposarsi e creare una famiglia». Su queste tradizioni Valeria sta costruendo la start up “Gioia”: nell’ambito dell’artigianato artistico punta sulla creazione e sulla realizzazione sartoriale di abiti ed accessori di qualità nel settore moda sposa. «I numeri sono interessanti, soprattutto in provincia. Nei periodi di crisi, forse, tentiamo di inseguire le cose belle e la famiglia è una di quelle».

«Sin da piccola sono sempre stata affascinata dai vestiti da sposa». Una fascinazione trasformata prima in studio e poi negli anni di lavoro in diversi importanti atelier di Roma, quelli di Paola D’Onofrio e Antonella Rossi tra tutti. Poi «per un certo periodo ho dovuto dare una mano nel forno di famiglia, ma non ho mai realmente messo da parte la mia passione per la moda».

3 anni fa Valeria si guarda attorno per fare il punto della situazione e osservare le novità.

L’importanza e l’innovazione di Gioia ruota tutta attorno ai materiali, naturali ed ecologici al cento per cento. «I nostri tessuti — la canapa, il bamboo e l’ortica, tra i tanti — nascono, crescono e si sviluppano grazie a tecniche di coltivazione, lavorazione e modellazione sostenibili, senza l’utilizzo di sostanze chimiche dannose e senza sfruttare l’ambiente».

Quest’anno, forte anche del contributo regionale concessole dal bando “Sostegno e sviluppo di imprese nel settore delle attività culturali e creative”, Valeria inaugurerà il suo primo punto vendita ad Anguillara Sabazia.

«Siamo in partenza. Ho studiato tutti i dettagli di questa impresa, reperendo i materiali, facendo prove, mettendomi in gioco completamente. Ora che la fase progettuale è terminata, stanno arrivando i tessuti e presenterò in questi mesi la prima collezione di 10 o 15 pezzi: un numero limitato perché, attraverso il co-design, darò la possibilità alle mie spose di progettare l’abito dei loro sogni assieme a me».

La storia è stata raccontata da Andrea Pergola, scrittore.

- SPAZI E LAVORI -