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URBAN FACTORY

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Foto di Antonio Barrella
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Saracinesche. Per strada, a volte, ci si ferma davanti a una serranda con un bel disegno: c'è una tazzina di caffè fumante; oppure un dolce con la glassa morbida che sembra vera; o una Vespa, scarlatta e lucida, con gli orari di apertura e chiusura dell'officina. Delle vere e proprie vetrine con bellissimi prodotti, anche se il negozio è chiuso. Altre volte, quando il negozio è aperto, ci accolgono delicati disegni alle pareti, le atmosfere calde di certi ambienti resi tanto accoglienti dalle vetrofanie, dagli stickers murali, dagli adesivi. Se ogni cosa pare messa proprio al posto giusto è perché, dietro al lavoro comunicativo di aziende e strutture commerciali, esiste chi di questo particolare tipo di comunicazione ne ha fatto un mestiere.

I tre ragazzi che hanno creato Urban Factory hanno inventato un modo di fare impresa dando vita a una realtà imprenditoriale sorretta da due ingredienti fondamentali: l'innovazione e la creatività, messi a disposizione dei brand dei clienti che trovano, nei loro servizi, tutto. Tutto ciò che a loro manca: idee innovative, tecnologie all'avanguardia, strategie di marketing al passo con la new economy, campagne pubblicitarie coi fiocchi. Non solo saracinesche e colori; Urban Factory è un modo di interpretare la comunicazione creativa, in cui l'innovazione non è un obbiettivo ma la strategia per raggiungere gli obbiettivi.

I tre ragazzi sono diventati sette, e hanno aperto uno studio nel centro di Roma che, ormai, dal 2013, si è imposta all'attenzione sia delle piccole che delle grandi imprese. Il rammarico è solo uno: quello di aver scoperto una strada ancora poco visibile alla maggior parte della gente. Il loro cammino è così innovativo da scontrarsi, a volte, con una realtà ancora ancorata a vecchie dinamiche imprenditoriali – patimento, questo, di tutta l'Italia. In questo senso Urban Factory non è solo un'impresa affermata, ma anche un motore acceso, vivo, che può rendere possibile il cambiamento verso il futuro.

La storia è stata raccontata da Rossella Milone, scrittrice.

- SPAZI E LAVORI -