SEGUICI SU
Indietro

Un tale che osservo da un po' di tempo

Un tale che osservo da un po' di tempo
Un tale che osservo da un po' di tempo
Fino al 14 ottobre in mostra 4 artisti polacchi
Un tale che osservo da un po' di tempo
Un tale che osservo da un po' di tempo | Fino al 14 ottobre in mostra 4 artisti polacchi

Il 21 settembre l’Istituto Polacco di Roma e la Fondazione Pastificio Cerere hanno inugurato la mostra collettiva "Un tale che osservo da un po' di tempo" mutuando il titolo da un componimento della grande poetessa polacca, premio Nobel per la letteratura, Wisława Szymborska. La frase sta a significare la fase di “studio” e osservazione della scena artistica da parte dei curatori Simone Ciglia, Alessandra Troncone, Marco Trulli e Saverio Verini.

Ad esporre le loro opere sono Alicja Bielawska, Cezary Poniatowski, Dominik Ritszel e Jakub Woynarowski. Il progetto ha visto un'evoluzione in due momenti diversi: un viaggio di studio in Polonia, durante il quale i quattro curatori hanno visitato le città di Bytom, Cracovia, Varsavia e Lodz e hanno avuto modo di entrare direttamente in contatto con la realtà artistica contemporanea del paese, a seguire poi  un ciclo di due incontri alla Fondazione Pastificio Cerere, alla presenza degli artisti invitati a margine del viaggio.

A conclusione di questa attività di ricerca, al centro della mostra c'è il dialogo tra le opere come ulteriore tassello di un processo basato sullo scambio tra artisti e curatori durante i mesi di sviluppo del progetto. Filo di Arianna della mostra è  riconoscere ed enfatizzare la molteplicità di approcci e temi affrontati, sottolineando sia le assonanze che le discordanze in un gioco di conversazioni strutturate sul piano visivo che coinvolge mezzi espressivi differenti: dall'installazione alla pittura, dal video fino al disegno e all'architettura.

La ricerca di Alicja Bielawska sugli aspetti materiali della vita quotidiana e sulle relazioni tra oggetti, interni e memorie tradotta in sculture e installazioni dove forme e colori sono perfettamente calibrati; la pittura di Cezary Poniatowski che si fonda su un lessico di forme fantastiche, spesso sconfinando nello spazio; i video di Dominik Ritszel dove i concetti di controllo e disciplina trovano forma in un approccio visivo carico di tensione; ed, infine, le teorie cospirazioniste sull'arte di Jakub Wojnaroski, disegnano uno scenario complesso che intende restituire la vivacità della produzione artistica polacca nella generazione nata negli anni Ottanta.

Con questo progetto la Fondazione riconferma il suo ruolo innovativo nel panorama culturale romano e non solo.

Immagini Correlate