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Pier Paolo Polese

Pier Paolo Polese
Pier Paolo Polese
Un obiettivo molto (auto)critico
Skater en Place du Palais Royale, Paris © 2014 Pier Paolo Polese
Pier Paolo Polese
Pier Paolo Polese

Avvocato, ma con la passione per la fotografia, Pier Paolo Polese deve molto a suo padre, fotografo di professione. Lo ha formato, come vuole subito precisare, visto che non si considera un autodidatta, influenzando anche gli ambiti di cui si occupa: la moda e lo sport, il black & white, i ritratti e lo street style. Segue costantemente corsi per aggiornarsi, convinto che l’attuale popolarità ottenuta dalla fotografia presso il grande pubblico abbia generato un abbassamento del livello critico. Con un ‘altra certezza: senza dubbio il digitale ci ha semplificato la vita, anche nel rendere più durature le immagini, ma altro era il fascino artigianale della pellicola.

Quando, come e perché hai iniziato ad appassionarti alla fotografia?
Da sempre. Fin da quando ero bambino imitavo mio padre, fotografo. La macchina è stata per me una presenza costante, un oggetto familiare, affascinante e misterioso al tempo stesso. Ma solo negli ultimi 5 anni ho cominciato a fare di una passione un “lavoro”.

Chi ha creduto più in te?
Me stesso e alcuni clienti che mi hanno dimostrato la loro fiducia chiedendomi sempre nuovi lavori.

Hai un sogno da realizzare?
Fare foto che siano attuali e apprezzate oggi come tra 50 anni.

Stai lavorando a un progetto in particolare?
Sì, a una pubblicazione che legherà lo sport, la moda e il sociale.

Qual è stata la tua soddisfazione più grande?
È una domanda difficile. Io non sono mai completamente soddisfatto, perché sono molto autocritico e tendo a perfezionare ogni cosa, senza trovare mai un risultato definitivo. Tuttavia ammetto che sono sempre contento quando leggo la soddisfazione negli occhi di chi mi ingaggia. È senza dubbio il premio più grande.

Cosa trasmetti con le tue foto?
Non scatto con l'intenzione di raccontare per forza qualcosa. Quello che conta di più per me è fornire uno sguardo diverso, un altro punto di vista, far notare cose che altrimenti tanti non potrebbero vedere. Che poi è la stessa sensazione che provo io quando osservo le fotografie altrui. È la magia di poter guardare le cose con gli occhi degli altri.

C'è una foto che ti rappresenta maggiormente?
Ogni foto che faccio, nel momento in cui scatto, mi rappresenta in modo pieno, totale. La sensazione di appagamento viene poi sostituita dall’immagine successiva. È una sequenza senza fine di emozioni, come accade nella vita.

Cosa ti dà la fotografia?
Mi rende felice il riuscire a rendere il mio punto di vista, il mio sguardo sulle cose, qualcosa di tangibile che rimarrà impresso per sempre, in modo indelebile. È per questo che considero l'arte del fotografare un mestiere tanto quanto la realizzazione di un oggetto, di un prodotto. Perché si tratta di produrre una cosa, e di farla bene.

- SPAZI E LAVORI -
Fregene © 2014 Pier Paolo Polese
Lavinia Claudia Foderaro Jewelry © 2014 Pier Paolo Polese
Laura e Silvia Squizzato © 2014 Pier Paolo Polese
Lo trovi qui: Via Ubaldino Peruzzi, 30 - 00139 Roma
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