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Trasformer: e la realtà si trasforma

Trasformer: e la realtà si trasforma
Trasformer: e la realtà si trasforma
Al Maxxi di Roma in mostra le opere di quattro eclettici creativi
Trasformer: e la realtà si trasforma
Trasformer: e la realtà si trasforma | Al Maxxi di Roma in mostra le opere di quattro eclettici creativi
E se nulla fosse come sembra? Ogni cosa, anche il più insignificante dettaglio può essere visto e letto in modi diversi, a seconda della prospettiva e soprattutto in base all'occhio, allo stato d'animo e al modo di essere di chi guarda. Il mix tra analogico e digitale, in più, modifica costantemente il nostro modo di vivere. Proprio sui diversi piani di visione e lettura indaga la mostra Transformers, allestita a Roma presso il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI. Così, quella che sembra una foresta sospesa, in realtà, è composta da  comuni scolapasta in plastica. Oppure una sedia, grazie al tessuto, ha cambiato la sua forma originale e ci si può ritrovare in mezzo al mare, in compagnia solo di una boa per impedire di essere risucchiati dalle maree e dai pensieri. Fino ad arrivare al paradosso: le armi possono addirittura comporre una musica piacevole.

Arte e attivismo sociale
Questi sono alcuni dei progetti di ChoiJeong-hwa, Didier Fiuza Faustino, Martino Gamper e Pedro Reyes, i quattro Transformers che sono al contempo artisti, designer e attivisti sociali. Come a dire che tutto è il contrario di ciò che sembra. Attraverso le loro opere, infatti,  la realtà si trasforma in un’altra realtà, che accende la fantasia, stimola la riflessione, invita alla condivisione, all’esperienza e a vedere oltre.

Visioni del futuro
Il coreano ChoiJeong-Hwa trasforma installazioni artistiche e architettoniche in manifestazioni provocatorie a sostegno dei buoni valori e di una vita felice. Il franco-portoghese Didier Faustino mette alla prova la percezione comune dello spazio e la convenzionalità dei nostri comportamenti, attraverso il confronto con limiti fisici e mentali. E viene da pensare che l'unico perimetro davvero da superare per la libertà sia il corpo. L’italiano Martino Gamper adotta la cultura della collaborazione nota come DIY (Do-It-Yourself), reinterpretando l’idea del fare attraverso il riciclaggio. Il messicano Pedro Reyes fa sì che l’interazione sociale possa intraprendere nuovi percorsi, utilizzando il realismo e la pace come mezzi di resistenza contro violenza e guerra. Il futuro è già qui.
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