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Tour della Grande Bellezza

Tour della Grande Bellezza
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Alla scoperta di Roma nascosta
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Dal Gianicolo all’Aventino, dal parco degli acquedotti alle Terme di Caracalla, un percorso nella città eterna per scoprire i luoghi del film premio Oscar come miglior film straniero. Partiamo dalla fontana dell’Acqua Paola, in via Garibaldi sul Gianicolo. Chiamata dai romani “il fontanone”, fu eretta tra il 1608 e il 1612 sotto Paolo V da Flaminio Ponzio con la collaborazione di Giovanni Fontana. Il monumeto si ispira agli archi trionfali romani con tre arcate e gli angeli reggistemma firmati Ippolito Buzio. Rimanendo in zona, il tempietto di San Pietro in Montorio sul Gianicolo rappresenta lo scenario dell’incontro fra Jep Gambardella (Toni Servillo) e la madre in cerca della figlia che si è nascosta. Il monumento si trova in uno dei due chiostri del convento e fu realizzato da Bramante nel periodo dal 1502 al1507; nel 1628 Bernini creò l’accesso alla cripta. Divenuto modello per l’architettura del primo ‘500, è caratterizzato dall’uso degli elementi classici, l’equilibrio e la plasticità delle forme.

Proseguiamo la nostra passeggiata verso il cannone del Gianicolo; la tradizione del colpo di cannone risale a Pio IX che istituì nel 1846 questo servizio per evitare confusioni di orario. Prima di approdare al Gianicolo, il cannone sparò dalle torri di Castel Sant'Angelo e poi da Monte Mario. Spostiamoci ora verso il Colosseo, l'anfiteatro che non può assolutamente mancare in nessun film su Roma; l’attico di Jeep Gambardella, protagonista del film di Sorrentino, si affaccia direttamente sull’Anfiteatro Flavio che appare come una vera e propria visione. Da qui è possibile scorgere anche i Fori imperiali e il Circo Massimo che appaiono quasi irreali, vere e proprie scenografie allestite per il divenire della storia.

Piazza Navona appare nel film in notturna, sul lato ovest della chiesa barocca di Sant’Agnese in Agone, sorta tra il secolo VIII e il 1123 sul luogo in cui la santa esposta nuda alla gogna fu ricoperta dai suoi capelli scioltisi per prodigio. Ultimato da Borromini tra il 1653 e il 1657, il monumento ha una facciata concava sormontata dall’alta cupola e campanili gemelli, mentre l’interno è gremito di ori e marmi.

Non poteva mancare la stupefacente visione dal portone dell’edificio del Priorato di Malta, sul colle Aventino: guardando dal buco della serratura, si può scorgere la cupola di San Pietro attraverso una prospettiva di galleria formata da un viale di piante appositamente tagliate. Proseguendo verso Palazzo Sacchetti, in via Giulia, l'edificio ci stupiscono gli interni che ospitano opere di Francesco Salviati e Pietro da Cortona. L’edificio è attribuito sia ad Antonio da Sangallo il giovane sia a Nanni di Baccio Bigio e ad Annibale Lippi che lo avrebbero costruito nel 1552. 

Altro gioiello della città eterna che viene usato come scenografia del film è il Parco degli Acquedotti, nel Parco regionale dell’Appia antica, che assiste nel film alla performance di Talia Concept, folle artista che dà testate a una delle antiche pietre. Compreso tra via Appia e via Tuscolana, il parco è caratterizzato da sette acquedotti (Anio Vetus, Anio Novus, Aqua Marcia,Tepula, Iulia, Aqua Claudia e Acquedotto Felice) e da altri edifici antichi tra cui la villa detta delle Vignacce databile tra il II e il IV secolo d.C., probabilmente costruita da Q. Servilio Pudente.

Le Terme di Caracalla rappresentano uno dei più grandi e meglio conservati complessi termali dell’antichità, costruito a sud di Roma per iniziativa dell’imperatore Caracalla e inaugurato nel 217 d.C. Qui si svolge la scena sicuramente più felliniana de La Grande Bellezza: un amico di Jep che fa il prestigiatore sta cercando di far sparire una giraffa. Fontana di Trevi non poteva mancare in questa carrellata di meraviglie ma appare in una tbrevissima la scena riuscendo a catturare lo sguardo e l’immaginario. Meraviglioso esempio di fusione tra architettura e scultura, fu iniziata nel 1732 sotto Clemente XII, da Nicola Salvi, continuata dopo il 1751 da Giuseppe Pannini e inaugurata sotto Clemente XIII, nel 1762. Ad essa sono legati simboli, leggende e tradizioni tra le quali quella di gettarvi una moneta per assicurarsi il ritorno nella città eterna.
 
Villa Medici, sulla collina del Pincio in viale della Trinità dei Monti (sopra Piazza di Spagna per intenderci meglio) chiude la passeggiata notturna di Jep Gambardella con Ramona. L’elegante residenza cinquecentesca, che il cardinale Ferdinando de’ Medici acquistò nel 1576 abbellendola con la galleria delle statue, è dal 1804 sede dell’Accademia di Francia: una realtà culturale fondata da Luigi XIV nel 1666 per consentire ai giovani francesi di perfezionarsi a Roma e che dispone di una biblioteca con oltre 25.000 volumi.
 
Palazzo Braschi, tra piazza Navona e Corso Vittorio Emanuele II, è stato utilizzato dal Sorrentino per alcune scene in interno. Eretto nel 1791-96 secondo il progetto di Cosimo Morelli da Pio VI per la propria famiglia, è sede del Museo di Roma. I lavori, interrotti dall’occupazione francese, si conclusero solo nel 1811. Nella cappella e forse nello scalone si riconosce la mano di Giuseppe Valadier.

- LE OPERE -