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TIDBIT-MANABÒ

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Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi
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“Tidbit” è il primo marketplace italiano dell’informazione per far incontrare la domanda e l’offerta di contenuti editoriali. Reportage, fotografie, approfondimenti, interviste ma anche video e reportage radiofonici messi in vetrina a disposizione delle testate giornalistiche. Ma vale anche il contrario: se un caporedattore vuole uno specifico contenuto può registrarsi e farne richiesta a quella che è una sorta di grande redazione virtuale. L’idea è venuta a una giornalista Under 35 e a tre sue colleghe più esperte, un’intuizione che ha guardato alle esperienze di Australia e Inghilterra e che vuole così moltiplicare le occasioni per i giornalisti che non sono entrati nel mondo redazionale o che non hanno collaborazioni sufficienti. Un sistema di e-commerce aperto anche all’estero e ai contenuti in lingua. “Tidbit” è una piattaforma che punta a scardinare le porte spesso chiuse del mondo dell’informazione. Un modo per proporsi senza avere conoscenze dirette o vivendo lontano dalle grandi città delle redazioni. E che potrebbe anche diventare una via per vigilare affinché non si retribuisca in modo non dignitoso il lavoro giornalistico. Il sito riporta infatti il tariffario per l’equo compenso, invitando a non scendere sotto i minimi, perché qui a fare il prezzo dell’articolo è l’autore stesso. I contenuti più presenti riguardano gli approfondimenti e le storie dai territori, spesso quelli su cui la frenesia delle news si sofferma poco. Ma c’è anche spazio per il giornalismo scientifico e per argomenti come la salute, le tecnologie e le scienze, che guadagnano un peso sempre maggiore nell’agenda dell’informazione. Il progetto, vincitore del bando regionale per le startup culturali e creative, ha trovato l’appoggio anche del sindacato dei giornalisti Fnsi e della Federazione Italiana Editori Giornali.

La storia è stata raccontata da Caterina Grignani, scrittrice.

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