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Teatro Potlach

Teatro Potlach
Teatro Potlach
Performance che riscoprono gli spazi di una comunità
Teatro Potlach
Teatro Potlach
A Fara Sabina c’è uno spazio in cui la creatività si manifesta sotto molteplici dimensioni. Qui sono quarant’anni che il Teatro Potlach svolge un ruolo centrale nella vita culturale del territorio reatino come promotore di festival originali, performance artistiche e soprattutto come accreditata Scuola d’Arte e Mestieri dello Spettacolo.
 
Una storia che parte dalla scelta del nome, Potlach, che nel linguaggio degli indigeni dell’America nordoccidentale significa rito del dono gratuito: missione della struttura è quella di offrire anno dopo anno iniziative capaci di rafforzare sempre di più la comunità presente sul territorio. Con festival e performance on the road, spettacoli in sala, iniziative pedagogiche con gruppi nazionali e internazionali e molto altro ancora.
 
Nel campo della formazione, il teatro offre una Scuola internazionale di Arte e Mestieri dello Spettacolo, con diverse offerte didattiche della durata di tre mesi o di un intero anno; in programma, lo studio della regia, della messa in scena, della voce e numerosi laboratori. Vengono organizzati anche tirocini gratuiti per giovani laureati nelle discipline dello spettacolo.
 
Il Teatro Potlach produce eventi come il FLIPT, Festival Laboratorio Interculturale di Pratiche teatrali (dal prossimo 22 giugno fino al 3 luglio), giunto ormai alla sedicesima edizione: un confronto tra le esperienze teatrali di Paesi diversi come Danimarca, Giappone, India, Iran e USA.  Oppure “Angeli sulla Città”, uno spettacolo itinerante per avvicinare cittadini, artisti di diverse discipline con le realtà urbane circostanti. Un teatro sulla strada che attraverso danzatori e attori mostra luoghi in cui viviamo quotidianamente sotto una luce diversa. E sempre sul tema della città è nato anche  il progetto artistico multimediale “Città Invisibili”, in programma il prossimo 2-3 luglio.  Un modo per restituire ai cittadini angoli della propria città ormai scomparsi, ma che per molto tempo hanno costituito parte integrante di quella realtà urbana. Come? Creando in quegli stessi spazi performance artistiche, allestimenti scenici, eventi ed installazioni multimediali.
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