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STÜDA

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Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi
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La propria abitazione può diventare un microcosmo in continua metamorfosi, in base alle persone che la vivono o che semplicemente la frequentano. L’innovativa proposta trova concreta attuazione nel progetto “Stüda”, realizzato da Studio Nine per l’azienda Moow di Sora, il cui obiettivo è appunto superare l’idea di arredo statico. Nine è uno studio fondato a Frosinone nel 2015 dagli architetti Paolo Emilio Bellisario e Matteo Di Sora. Entrambi hanno una figlia di nome Nina, casualità da cui trae origine la denominazione dello studio. Accanto a loro, l’interior designer Emilia Caffo e altri professionisti attivi nel campo dell’architettura, del design e della grafica. Memori delle precedenti esperienze con Noumena e ZO-Loft, collettivi specializzati in progetti pubblici che indagano le relazioni sociali tra uomo e ambiente, i fondatori di Studio Nine hanno applicato il concetto di “trasformabilità dello spazio” presente in urbanistica alle logiche dell’arredamento d’interni. “Stüda” è un sistema modulare in Corian texturizzati con studs compatibili con i blocchi LEGO; su una pregiata superficie bianca in Corian, gli AFOL possono esprimere la propria creatività spostando i mattoncini variabili per dimensioni e colori e giocare con i bambini ad arredare quotidianamente il “nido” familiare. Le coppie più giovani possono divertirsi con gli amici a modificare i mobili, dando vita a combinazioni infinite sia free standing che a parete oppure componendo quadri e altre immagini mediante app specifiche, come LEGO Photo. Esposto in fiere e mostre nazionali e internazionali, il progetto “Stüda” è stato presentato all’Ironically Iconic di Milano, dove l’artista Riccardo Garolla, in una sorta di happening continuato, giornalmente ha trasformato i mobili esposti variando gli accostamenti dei mattoni.

La storia è stata raccontata da Simona Pandolfi, scrittrice.

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