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Sociallending

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quando le idee si finanziano in rete
Foto di Antonio Barrella
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Social Lending. Prestito sociale. Lo dice la parola stessa, come ribadiva Maurizio Ferrini in un celebre tormentone di arboriana memoria. Apparentemente una contraddizione in termini. Invece no, se a vivificare un terreno considerato ostico e arido è la linfa della solidarietà. E se la pioniera, Ida Meglio, è un'operatrice finanziaria che, nuotando controcorrente, ha scelto di investire le proprie competenze in una startup di innovazione sociale, coinvolgendo nell'impresa altre due under 35: Anna Colacicco, per la parte legale, e Ilaria Affinati, per il digital marketing.

Il cuore di Social Lending? Crowdfundig (la raccolta di fondi su Internet attraverso social media e social network) applicato al microprestito. Destinatari: i soggetti svantaggiati. Target pilota, scelto dopo una verifica sul campo nella comunità radicata e integrata nel territorio, i giovani immigrati di seconda generazione perché, afferma Ida Meglio, “secondo i dati ISTAT, la loro imprenditoria potrebbe dare un impulso all'economia italiana dello 0,5%”. Ma è solo l'inizio: l'intenzione è di applicare questo microcredito d'impresa basato sull'innovazione digitale a un target più ampio a esclusione sociale, che comprenda anche i giovani italiani.

Come sulle rotte dei pionieri, si procede a tappe, ma con in mente una meta ben precisa: l'impresa sociale. Il modello di riferimento è Kiva, una ong statunitense ispirata alla Gramen Bank del bengalese Nobel per la pace Muhammed Yunus, che grazie al crowdfunding sostiene il microcredito in Paesi disagiati. Né donazioni né intermediazione finanziaria. C'è una terza via, quella della responsabilizzazione. Si procede fianco a fianco, dal rendere il progetto appetibile agli investitori al dargli visibilità sulla piattaforma, dalla ricerca di banche che eroghino il microcredito alle partnership per le garanzie, al fund raising di sostegno. La pioniera fece l'impresa e il titolo di digital champion, campione dell'innovazione digitale, se lo merita tutto.

 

La storia di Social Lending è stata raccontata da Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti, scrittrici.

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