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SIMONE DI BIASIO

SIMONE DI BIASIO
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Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi
SIMONE DI BIASIO
SIMONE DI BIASIO

Simone Di Biasio, studioso di comunicazione, giornalista con un debole per la poesia - e alcune pubblicazioni e premi all’attivo – vive a Fondi, centro agricolo e turistico le cui spiagge si affacciano sul Circeo. Presidente di un’associazione intitolata al poeta e critico d’arte Libero de Libero, Simone ha lanciato un progetto che ribalta il mito della Penelope in eterna attesa. Nato come un’installazione-performance dal titolo “Partita”, si trasforma in un libro con traduzione di Evangelia Polymou e disegni di Stefania Romagna, artista di Terracina che ha ritratto tutte le donne che Ulisse incontra nel suo vagare. Dopo la prima esibizione a Latina, tre anni orsono, il progetto ha continuato a vivere ampliandosi. L’idea è legata a una rilettura in chiave contemporanea del mito di Ulisse: perché non dare la possibilità a Penelope di partire una volta che il marito è tornato? A parlare è proprio lui, il navigatore dell’Odissea che questa volta piange la partenza della moglie. Stavolta è la donna a lasciare l’eroe da solo, dopo la lunga notte d’amore che ci narra Omero. Ovidio, Pavese e altri ancora avevano attualizzato il mito ma in pochi hanno scelto di rendere protagonista la paziente Penelope. L’autore si chiede: Ulisse senza Penelope sarebbe mai esistito? Il monologo si apre con un moderno messaggio in segreteria e allo stesso modo si chiude - con l’eroe che lancia un appello in radiovisione. Il lavoro si collega a una pubblicazione più saggistica di Di Biasio: “Guardare la radio, prima storia della radiovisione italiana”. Il progetto su Penelope è nato in collaborazione con il regista della prima performance, Antonio Fasolo. E non solo fa parlare e agire una donna che tutti noi abbiamo conosciuto in paziente attesa ma racconta anche il territorio di Fondi.

La storia è stata raccontata da Caterina Grignani, scrittrice.

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