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Sguardo Contemporaneo

Sguardo Contemporaneo
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Foto di Antonio Barrella
Sguardo Contemporaneo
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Prima dell'arte, l'amicizia. Prima di una sede, un sito web che seguisse il filo dei discorsi fatti all'università e nei caffè. Prima di tutto, una prospettiva sul mondo. Non a caso Claudia Cavalieri, Chiara Ciucci Giuliani, Valentina Fiore, Nicoletta Guglielmucci, Fabrizio Manzari, Simona Merra, Antonio Pizzolante, Francesco Rao, Carmela Rinaldi, Saverio Verini hanno formato nel 2007 un collettivo di storici dell'arte e curatori che si chiama Sguardo contemporaneo. E prima ancora dei progetti Nuova Gestione (al Quadraro nel 2012, a Casal Bertone nel 2014), le lunghe passeggiate condivise. La forza dei percorsi.

L'ispirazione arriva dalla crisi, dai numerosi cartelli di AFFITTASI. È così che sguardo contemporaneo decide di portare l'arte negli spazi sfitti delle zone meno battute. Quartieri con una storia di eventi forti (il rastrellamento del Quadraro ad opera dei tedeschi il 17 aprile del 1944; l'occupazione della polisportiva di Casal Bertone negli anni 80; il Palazzo dei Ferrovieri; gli eroi partigiani come Giorgio Marincola…); quartieri dove far intervenire gli artisti con opere in grado di dialogare con la comunità e la memoria del luogo. La chiamano “riattivazione delle aree in disuso”. Perché forse l'arte non è che una pila che mette in moto percorsi dimenticati: e così, già nelle fasi preparatorie, gli abitanti vengono coinvolti in visite guidate che consegnino loro un passato lontano, una prospettiva nuova da cui guardare le proprie vie. Una pila che crea confronto, ma soprattutto energia umana: quell'empatia che sembra il primo ingrediente di sguardo contemporaneo. Prima, e poi con l'intervento degli artisti, ritornano le passeggiate, le discussioni, le riflessioni. Questa volta ancora più allargate. Lo sa bene la signora Vanda del Quadraro, il cui padre fu deportato il 17 aprile, che ancora si commuove pensando ai ragazzi di sguardo contemporaneo.

D'altronde questo deve fare l'arte oggi: avere un ruolo di mediazione. Nient'altro che accorciare le distanze.

La storia è stata raccontata da Gaia Manzini, scrittrice

- SPAZI E LAVORI -