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SemiVolanti: il teatro sociale

SemiVolanti: il teatro sociale
SemiVolanti: il teatro sociale
raccontare ed educare
SemiVolanti: il teatro sociale
Semi Volanti

Il gruppo SemiVolanti nasce a Roma nel 2004 dal lavoro congiunto di Valerio Gatto Bonanni, Federica Fiorenza e Jacopo Mosca. All’inizio il gruppo si rivolge al mondo dell’infanzia indagando tematiche forti e visionarie, cercando di portare i bambini in territori più poetici che educativi. Spettacoli che esplorano la parte misteriosa e naif dell’essere umano: che rincorrono la nostra capacità di sognare, di meravigliarci dinanzi alle piccole cose della natura e della vita; dinanzi alle fiabe, ai racconti, ai colori del mondo.

In seguito SemiVolanti produce installazioni/spettacoli in luoghi insoliti e performances in urbana; azioni piscomagiche e interventi che avvicinano lo spettatore nell’intimità e nell’essenzialità espressiva di spazi eccezionali per ricreare dei micro-cosmi umani fatti di sguardi poetici che esplorano e cercano di comprendere e comprendersi.

Tra i tanti progetti c’è Black Reality che diventa Officina di Teatro Sociale della Regione Lazio. La missione è quella di trasformare il progetto Black Reality in un network di teatro sociale rivolto a migranti di prima e seconda generazione, unendo progetti similari che sappiano mantenere alta la  provocazione teatrale, la denuncia sociale di un fenomeno deflagrante e la proposta artistica nel rapporto con lo spettatore e la critica teatrale.

Black Reality rappresenta esperienze e testimonianze, l’impresa eroica e disperata di tutti coloro che affrontano il viaggio verso un occidente civilizzato e democratico, attraverso il racconto delle esperienze di vita quotidiana di scontro e di integrazione di chi cerca una nuova cittadinanza. Obiettivo principale è anche creare una rete virale di laboratori teatrali: con un numero ridotto di attori italiani e migranti ed il desiderio di incontrare realtà locali di migrazione con le quali intraprendere un lavoro d’integrazione teatrale.

L’Associazione vuole portare i suoi spettacoli all’interno di festival e rassegne teatrali, offrendo il proprio lavoro artistico come contributo alla battaglia sui diritti civili e fornire un’occasione di lavoro per gli attori/migranti coinvolti nel progetto
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