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ROMAEUROPA DIGITALIFE 2016

ROMAEUROPA DIGITALIFE 2016
ROMAEUROPA DIGITALIFE 2016
La tecnologia si fa arte in un percorso creativo che coinvolge e amplifica le percezioni
ROMAEUROPA DIGITALIFE 2016
ROMAEUROPA DIGITALIFE 2016 | La tecnologia si fa arte in un percorso creativo che coinvolge e amplifica le percezioni

Riparte ROMAEUROPA DIGITALIFE 2016, la manifestazione dedicata alle connessioni fra le nuove tecnologie e i linguaggi artistici contemporanei,  giunta alla sua settima edizione, quest’anno intitolata Immersive Exhibit.
L’evento è ideato e prodotto dalla Fondazione Romaeuropa, grazie al sostegno del MiBACT e della Regione Lazio e si svolgerà, nell’ambito di Romauropa Festival 2016, presso i consueti spazi del Macro testaccio - La Pelanda, dal 7 ottobre al 27 novembre.
5 i progetti in esposizione, con istallazioni interattive che ‘mettono in gioco’ le nostre capacità di percepire, creando illusioni di forme e immagini, trasformando lo spazio e amplificandolo; ambienti immersivi per exhibit, con bombardamenti visivi e sonori.
Shiro Takani, uno dei nomi più rilevanti nel panorama della sperimentazione artistica internazionale, presenta 3D Water Matrix- ST\LL, una macchina robotizzata che scolpisce sculture d’acqua in tempo reale. Christian Partos è l’ideatore di The Sorcerer’sApprentice. L’opera, presentata per la prima volta alla Cité des sciences et de l’industrie di Parigi, è un’ipnotica fontana  che crea figure in movimento, in una perenne danza fluida.
L’austriaco Kurt Hentshläger con la su ZEE invita lo spettatore ad attraversare una fitta coltre di nebbia,  dove luci stroboscopiche creano strutture tridimensionali capaci di generare un senso di spaesamento e di perdita della realtà.
DeepDream_Act II  è l’opera di None, il collettivo artistico con base a Roma. DeepDream porta il nome di un algoritmo matematico che procede per associazioni visive, catturando immagini e video. Il risultato è un flusso continuo di dati all’interno di un ‘ipercubo’ n-dimensionale in cui lo spettatore perderà ogni riferimento spazio-temporale.
Infine Understanding the Other proposta dal laboratorio PERCRO deriva dagli studi di Percezione Sociale sull’Embodiment fenomenologico, in cui le tecnologie di Ambienti Virtuali vengono utilizzate per consentire a una persona di sentirsi un’altra, fisicamente presente in uno spazio remoto.

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