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ROBERTO MAURIZIO PAURA

ROBERTO MAURIZIO PAURA
ROBERTO MAURIZIO PAURA
Foto di Antonio Barrella
ROBERTO MAURIZIO PAURA
ROBERTO MAURIZIO PAURA

Di tutte le arti, la musica è quella che mi ha sempre meno rassicurato, perché una volta ascoltata soggioga senza alcuna possibilità di scampo. Non ha bisogno di traduzioni, non vuole doppiaggi, la musica.

Essa va in ogni parte del mondo, attraversa ogni udito senza confini.

È un potere che in letteratura è proprio della poesia, che infatti ha un legame familiare con la musica.

Ma Roberto Maurizio Paura, architetto del suono, scultore delle frequenze e delle melodie, ha inventato una maniera per dare forma all’ascolto della musica.

Ma cos’è l’ascolto?

Ci sono suoni che per la loro gravità riconducono gli ascoltatori verso le viscere della terra e altri che invece rendono i corpi così leggeri che, seduti sulla poltrona di un teatro, ci si sente in cielo. Questo accade quando si ascolta ad esempio Mozart.

Esistono canzoni che riportano a ricordi lontani e aprono paesaggi passati: su di me ad esempio Ambra e Vasco Rossi hanno, talvolta, effetti struggenti.

Altre, invece, come insegna “In e Out”, permettono di fare chiarezza sulla propria identità sessuale, qualora ce ne fosse bisogno.

Di certo tutti i suoni in una stanza arredata con BlobHertz cambiano forma, si trasformano in coni, cilindri, triangoli, vuoti e pieni.

BlobHertz realizza una mia antica fantasia: è un elemento di arredo cangiante a seconda del materiale utilizzato, della rifrazione della luce e dell’ascolto di un brano.

Si modella attraverso il suono.

Roberto Maurizio Paura con i suoi tappeti magici regala a chi ascolta la musica una radiografia del cuore: l’emozione non è più una scarica adrenalinica di pianto o gioia, di pesantezza o leggerezza, ma è un’esplosione, in cui tutto, ma proprio tutto, danza.

La storia è stata raccontata da Nicola Ingenito,scrittore.

- SPAZI E LAVORI -