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Roberto Macina

Roberto Macina
Roberto Macina
il tempo parte a una nuova velocità
Foto di Antonio Barrella
Roberto Macina
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La camicia con le macchine da corsa colorate, gli occhi con dentro una vibrazione d'entusiasmo. Roberto Macina è Ceo e co-fondatore di Qurami. Ha trentun anni, ma ha iniziato che ne aveva ventisei. La questione del tempo è centrale in questa storia. Per lui, ingegnere informatico, il tempo è l'unità di misura della nostra vita; eppure è un'unità plasmabile. E non solo. Il tempo è il più grande degli innovatori: la questione sta nel batterlo.

Tutto è cominciato nel 2010. Roberto deve consegnare le tasse della tesi, ma è aperta una sola segreteria. “E se esistesse un'app che risolve il problema delle file?”. La domanda ha un tono retorico perché, iPhone alla mano, è convinto di trovarne a decine digitando “queue”. E invece no. Passano dei mesi, sufficienti a farlo stufare del suo lavoro, ma l'intuizione è ancora lì. Lo seduce, lo tormenta. Quando per gioco partecipa a Startup Weekend, la sua idea arriva terza. Così inizia a nascere Qurami (sintesi di queue, coda, e cura). E il tempo parte a una nuova velocità.

Qurami è un'app che consente di vedere in quali uffici pubblici, ambulatori, segreterie… c'è meno coda, di staccare il “numeretto” dallo smartphone e di seguire il flusso della fila in tempo reale dedicandosi ad altro. Da lì tutto prende a correre: i finanziamenti, i clienti in Italia (circa cento strutture) e poi all'estero. In Inghilterra soprattutto. “L'obiettivo è quramizzare ogni cosa”. Che vuol dire declinare l'idea in servizi simili, ma anche quramizzare il mondo. Un po' come a Risiko. È l'entusiasmo del conquistatore, ma anche di chi fa un’app che risponde davvero a un bisogno. Ed è sul tempo ritrovato che Roberto e i suoi si concentrano. Lo sguardo fisso su una piccola cosa, il dovere etico di non potersi pensare fuori di quella; ma gambe che vanno ovunque. Se poi il tempo con Qurami è tutto diverso, non è neanche più denaro; il denaro sono le persone, quanti ti utilizzano. Quello è il tuo valore. La tua capacità di fare il mondo più piccolo. E di cambiarlo.

 

La storia di Roberto Macina è stata raccontata da Gaia Manzini, scrittice.

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