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Foto di Antonio Barrella
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La casa del futuro. Non si tratta di quelle robe da archistar, costosissime, al limite dell'agibilità, della possibilità di costruzione e non sempre di buon gusto. In questo caso l'ambizione è stata causa, ma anche effetto, sia in termini di riconoscimento sia dal punto di vista pratico: il team di Rhome ha vinto il Solar Decathlon Europe 2014 di Parigi grazie all'idea di una “casa passiva”. Non una casa passiva teorica, bensì posizionata in un luogo ben preciso, cioè il problematico e recentemente noto alle cronache quartiere di Tor Sapienza.

Cos'è una casa passiva? È un edificio nel quale si combinano le tecnologie abbattendo costi, consumi e sprechi, per cui si calcolano flussi energetici, condizioni climatiche, modalità degli impianti, la tipologia dei materiali e alla fine si prova ad azzerare l'impatto ambientale.

Volete un esempio? Nel prototipo di Rhome c'è una tenda mobile fotovoltaica e i parapetti sono pannelli solati termici che garantiscono il riscaldamento di trecento litri di acqua. Allora chissà quanto costerà la casa? Fra i mille e i millequattro euro a metro quadro, inclusa una dotazione di arredi fissi. Tempi di costruzione? Novanta giorni fondazioni comprese. L'aspetto energetico è davvero impressionante: Rhome produce 4500 kWh in un anno e ne consuma 1300.

Perché in questo concept Rhome sono importanti sia Rome che Home, ma soprattutto la erre. Erre come Relazioni fra le persone, Rapidità di spostamento, Riduzione degli sprechi, Riuso dei materiali, Rigenerazione territoriale. Tutto nell'ottica della Smart City, della vivibilità, dell'attenzione al contesto. E dovreste vederli i visi dei ragazzi che lavorano al progetto, sono oltre duecento occhi che puntano al futuro. Un futuro possibile, verde, non alienato, un futuro bello a vedersi che non hanno voglia di farsi portar via.

La storia è stata raccontata da Vins Gallico, scrittore.

 

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