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Quanto vale la creatività italiana?

Quanto vale la creatività italiana?
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Un nuovo studio fotografa l’intero settore
Quanto vale la creatività italiana?
Quanto vale la creatività italiana? | Un nuovo studio fotografa l’intero settore
“Creatività e cultura sono la ricchezza di una società, l’espressione di un popolo”. Parte da questa premessa, che attribuisce una dignità assoluta e fondamentale al pensare e fare creativo, il progetto Italia Creativa. Un’iniziativa, promossa dalla Siae e dal Ministero per le Attività e i Beni Culturali  che evidenzia la necessità di sostenere e valorizzare l’Industria della Creatività nel nostro Paese. Il motivo? Più che valido, visto che la creatività rappresenta oggi un valore economico e sociale importante, sia in termini di volume d’affari che di occupazione.
 
Gli 11 settori della Creatività
Ad affermarlo in maniera inappellabile è uno studio che ha messo sotto la lente d’ingrandimento undici settori principali del mondo creativo e culturale:  architettura, arti performative, arti visive, libri, cinema, musica, pubblicità, quotidiani e periodici, radio, televisione e home entertainment, videogiochi. 
 
L'occupazione nel comparto della creatività
Il risultato ha cifre importanti: poco meno di  47 miliardi di euro rappresentano il  valore economico complessivo generato dall’industria della cultura e della creatività nel nostro paese nel 2014. Di questi, l’86% sono diretti, cioè derivanti da attività legate direttamente alla filiera creativa, quali la concezione, la produzione e la distribuzione di opere e servizi culturali e creativi. Il restante 14% è invece costituito da ricavi indiretti, ossia legati ad attività collaterali o sussidiarie. Sul podio ci sono i settori della Televisione e dell’Home Entertainment, delle Arti Visive e della Pubblicità, con valori generati rispettivamente di 12,2, 11,2 e 7,4 miliardi di euro.
Per essere chiari: nel 2014, l’industria della Cultura e della Creatività ha dato occupazione a quasi un milione di persone, ovvero il 3,8% degli occupati totali in Italia.
Considerando la segmentazione degli occupati, sono i settori Arti Visive, Musica e Arti Performative a svolgere un ruolo di primo piano, con i loro rispettivi 242.000, 161.000 e 151.000 occupati. Questo significa che l’Industria della Cultura e della Creatività è fra i primi settori in Italia per numero di addetti complessivi, superando filiere quali l’industria alimentare, il lusso, l’industria automobilistica o l’industria chimica.
 
Le nuove generazioni in prima linea
Ulteriore vanto del settore creativo è quello di coinvolgere soprattutto le nuove generazioni, protagoniste della sperimentazione di nuovi linguaggi creativi ad alto tasso di innovazione. Perché per avere nuove idee servono nuovi modelli e nuove ispirazioni che sempre più “parlano, pensano e consumano digitale”. Parola di generazione 2.0.
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