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POMPEI E SANTORINI, L'ETERNITÀ IN UN GIORNO

POMPEI E SANTORINI, L'ETERNITÀ IN UN GIORNO
POMPEI E SANTORINI, L'ETERNITÀ IN UN GIORNO
la furia della natura si fa arte
POMPEI E SANTORINI, L'ETERNITÀ IN UN GIORNO
POMPEI E SANTORINI, L'ETERNITÀ IN UN GIORNO | la furia della natura si fa arte

Le Scuderie del Quirinale ospitano, fino al 6 gennaio 2020, la mostra “Pompei e Santorini. L’eternità di un giorno”, a cura di Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico di Pompei e di Demetrios Athanasoulis, direttore dell’Eforia delle Antichità delle Cicladi, con Luigi Gallo e Luana Toniolo. Frutto di una collaborazione istituzionale, propone un confronto inedito attraverso innovative ricostruzioni e la selezione di preziosi reperti, in molti casi mai esposti al pubblico.

La mostra racconta un viaggio nel tempo alla scoperta delle due antiche città, Pompei e Santorini, accomunate da un’identica fine e preservate nei millenni dalle ceneri vulcaniche. Pompei, investita dalla furia del Vesuvio nel 79 d. C. e Santorini, che ebbe lo stesso tragico destino nel 1613 a.C.  Ricostruzioni di ambienti, oggetti di uso quotidiano, proiezioni di videoarte, opere di artisti moderni e contemporanei (da Micco Spadaro a Turner, da Valenciennes a Renato Guttuso, passando per Andy Warhol, Alberto Burri, Richard Long, e Damien Hirst), più di trecento oggetti fra statue, affreschi, vasi, rilievi, gemme, incunaboli e quadri, ripercorrono un arco cronologico di tremila e cinquecento anni, dall’età del bronzo ai nostri giorni.

Il fascino di due luoghi bloccati nel tempo e nello spazio, lasciati pressoché integri dalla furia della natura lasciano lo spettatore ammirato ed inquieto, e come recita il titolo della mostra ci mostrano un’istantanea dell’eternità in un giorno. L’eruzione che distrusse Santorini fu devastante, in confronto a quella già catastrofica di Pompei ed Ercolano. In poche ore, come scrive Mauro Tozzi nella breve pubblicazione” Eruzioni che fanno la storia”, che viene offerta in omaggio ai visitatori della mostra. Un’ eruzione che cambiò tutto: il buio durò due settimane e l’inverno vulcanico almeno due anni, un potente tsunami colpì le coste del Mediterraneo orientale, determinando forse la fine della civiltà minoica nell’isola di Creta. 

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