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Pinacci Nostri!

Pinacci Nostri!
Pinacci Nostri!
rispetto per la natura e per il quartiere
Opera di Roberta Gentili
Pinacci Nostri!
Pinacci Nostri!

Se Primavalle ha Muracci Nostri, Pineta Sacchetti risponde con Pinacci Nostri: un progetto che, partendo proprio dall’esempio di Primavalle, è riuscito nel corso del tempo a raccogliere tantissime opere di street art firmate dai più celebri artisti di strada. Pinacci Nostri nasce, inizialmente, come singolo evento della “Rete del Pineto", un gruppo di volontari e associazioni che da anni si battono per difendere dall'incuria e dal degrado il Parco del Pineto e, solo successivamente, si è esteso grazie al coinvolgimento di artisti, poeti, scrittori, ballerini, musicisti, giovani e semplici cittadini.

Pur ereditandone in parte il nome, Pinacci Nostri utilizza, rispetto a Muracci, un linguaggio differente, sottolineando il valore di difesa dell’ambiente e la multiculturalità intrinseca del quartiere. Sono davvero tante le opere che fanno parte di questo movimento; opere che raccontano le storie, gli aneddoti di queste strade; tanti i riferimenti al cinema, soprattutto “romano” con omaggi ad Alberto Sordi, Monica Vitti e Aldo Fabrizi. Qui ripercorreremo le opere presenti all’interno del Parco del Pineto, di Via Calisto II, Via di Pineta Sacchetti e Via Giulio III. Molte altre opere sono disponibili nelle vie limitrofe.

Parco del Pineto  
Siamo all’interno del Parco del Pineto. Qui troviamo il primo dei murales realizzato nell'ambito del progetto Pinacci Nostri. Il murales “Contatto” di Mauro Sgarbi è dedicato alla relazione tra uomo e natura, mentre quello realizzato da Chew- Z, “I Moai dell'isola di Pasqua”, simboleggia i possenti guardiani di questo parco, ovvero coloro che si adoperano per proteggere, appunto, i "pinacci nostri". Sempre nel Parco, Carlo Gori dedicata il suo murales “El Sapo” a Vania Mancini, operatrice culturale del quartiere, soprannominata La Rana (El Sapo, in messicano) da un bambino conosciuto in uno dei suoi viaggi in Messico.

Via di Pineta Sacchetti
Il murales di Cristiano Quagliozzi racconta la storia di Villa Sacchetti circondata dai tanti personaggi che  l’hanno abitata e che fu distrutta da una falda acquifera. “Il vecchio e il writer” è, invece, l’opera di Beetroot che ha voluto omaggiare gli anziani del quartiere rappresentando il volto del Guercino.

Via Calisto II
Il primo murales che apre il “muro delle storie” in via Calisto II è "Mnemosine" di Carlos Atoche. Mnemosine è dea della memoria e madre delle Muse e l’artista l’ha donato al quartiere perché nessuno dimentichi mai il proprio passato. Sempre dedicato al passato e alle proprie radici è il murales di Marialuna Storti dove viene rappresentato un albero, le sue radici e le mani impresse dei bambini del quartiere.
Vado a Roma” è il murales che Hos ha realizzato Pinacci Nostri, riproducendo una sua opera già realizzata al Pigneto, con l’immagine di una vespa con due giovani a bordo e uno scorcio di Roma.
Sempre sulla via, troviamo un’altra opera di Carlo Gori, questa volta dal titolo “Borghetto Braschi”. Questo luogo una volta si trovava nel piazzale proprio di fronte al Forte ed era un luogo di condivisione per gli abitanti del quartiere. “La bicicletta verde” è l’opera di Tina Loiodice, dedicato ai migranti e a bambini che muoiono in mare, a cui è negata la spensieratezza propria della loro tenera età e la gioia di giocare, appunto, con una bicicletta.
Importante opera per il quartiere è il murales intitolato “Bob Marley”, perché fu proprio il primo ad apparire a Pineta Sacchetti. Realizzato nel 2012 da artisti sconosciuti, fu poi restaurato grazie all’intervento di: Beniamino Leone, che ha realizzato la donna con il teschio il cui corpo rappresenta il quartiere; Pino Volpino, che ha realizzato il leone, la leonessa e il leoncino, che rappresentano le famiglie forti che lo proteggeranno; Hos e MicParker, che hanno reso più reale il Bob Marley definendone la sua capigliatura rasta. “Lallo il pappagallo” è, invece, il celebre murales di BOL (Pietro Maiozzi) che, per l’occasione, dà il benvenuto a Pinacci Nostri.

Via Giulio III
Concludiamo il nostro percorso in Via Giulio III. Qui troviamo “Un viaggio chiamato amore” di Giovanna Garofalo, dedicato a Sibilla Aleramo, pseudonimo di Marta Felicina Faccio, detta "Rina", scrittrice e poetessa italiana, trasferitasi da Alessandria a Pineta Sacchetti. 

- LE OPERE -
Opera di Mauro Sgarbi
Opera di Chew- Z
Opera di Carlo Gori
Opera di Cristiano Quagliozzi
Opera di di Carlos Atoche
Opera di Marialuna Storti
Opera di Hos
Opera di Carlo Gori
Opera di Tina Loiodice
Opera di vari artisti
Opera di BOL
Opera di Giovanna Garofalo