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La riqualificazione dipinta in faccia

La riqualificazione dipinta in faccia
La riqualificazione dipinta in faccia
Street artist italiani e internazionali protagonisti della rinascita di un quartiere oggi simbolo del fermento artistico della capitale
La riqualificazione dipinta in faccia
La riqualificazione dipinta in faccia

"Il triangolo no, non l'avevo considerato" cantava Renato Zero. Anche un altro tipo di triangolo - quello occupato dal quartiere Pigneto, a Roma, tra le vie Prenestina, Casilina e dell'Acqua Bullicante - fino a qualche tempo fa non era molto apprezzato. Ma grazie a un intervento di riqualificazione urbana - che ha coinvolto i nomi più celebri della Street art - oggi il Pigneto rappresenta uno dei luoghi simbolo del fermento culturale della capitale e la culla dei nuovi linguaggi della creatività.

Storie di strade a colori
A partire da via Filippo De Magistris 15, pervasa dall'astrattismo del grande murale firmato da 2501, all’anagrafe Jacopo Ceccarelli: bianco, nero e un tocco di giallo per l’Assonometria del Cerchio.
A via Marcello Oddi 6, invece, svetta Clear sky on the pink house di Agostino Iacurci: volti disegnati a metà che creano un dialogo continuo tra lo spazio intimo, domestico, e quello esterno, pubblico.
Basta attraversare una manciata di numeri civici per incontrare prima l’opera del francese Jef Aérosol, pioniere dell'arte di strada, con il suo ritratto in bianco e nero di un ragazzino: nel lavoro si insinua la freccia rossa, inequivocabile firma dell'artista. Si prosegue poi con L’orecchio destro di Escif, realizzato nell’ambito del progetto "Suspension of Disbelief", e si conclude con il Gattino realizzato da C215, altro writer francese famoso anche per gli arcobaleni. Imperdibili in via del Pigneto due murales di Aloha Oe, artista che indaga le tematiche relative all’identità sessuale, mentre in via Prenestina spunta la grande opera di Carlos Atoche, che ritrae teste di cavalli intenti a fissare i passanti, come fossero affacciati dalla loro stalla.

In nome di Pasolini
In questo quartiere non poteva mancare l'omaggio a Pier Paolo Pasolini: qui il grande poeta, intellettuale e regista, girò il suo film d’esordio, “Accattone” (1961). In Via Fanfulla da Lodi, set della pellicola, gli artisti Maupal e Mr.Klevra hanno dato alla figura di Pasolini molteplici forme. Sugli intonaci dei palazzi aleggiano ora i suoi occhi penetranti, ora la giovane Madonna protagonista del film “Il Vangelo secondo Matteo” (1964), oppure il suo volto che diventa per Omino71 quello di un supereroe mascherato che afferma: "Io so i nomi" . Da non perdere al civico 110 di via Teano, lo Zero Infinito di Iacurci che occupa la facciata dell’Istituto Superiore Di Vittorio Lattanzio. Infine, nei pressi della Rampa Prenestina, c'è il Progetto Smemo per la creatività urbana di Agostino Iacurci e Diego Thoms Della Posta, lavoro realizzato nell’ambito di un’iniziativa nazionale di creatività urbana.

- LE OPERE -
Clear sky on the pink house di Agostino Iacurci
Cavalli di Carlos Atoche
Io so i nomi di Omino71
Zero infinito di Agostino Iacurci