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Teatro Lea Padovani a Montalto di Castro

Teatro Lea Padovani a Montalto di Castro
Teatro Lea Padovani a Montalto di Castro
nel cuore dell'alta Tuscia
Teatro Lea Padovani a Montalto di Castro
Teatro Lea Padovani a Montalto di Castro

Situato nel cuore della Tuscia, il comune di Montalto di Castro affonda le sue origini in epoca etrusca, di cui è testimone un’architettura caratterizzata da massicci volumi in tufo; nell’immaginario collettivo contemporaneo, Montalto di Castro evoca anche il mondo delle macchine, immagine dovuta alla presenza della più grande centrale elettrica italiana. 
Nel 2002 il comune decise di indere un concorso internazionale per la realizzazione di una teatro che avesse la funzione di riqualificare un’area periferica dal paese, caratterizzata dalla presenza di fabbriche, edifici commerciali e abitazioni. Delle 148 proposte presentate, il concorso fu vinto dallo studio di Prato MDU, che proprio grazie a questa opera inaugura l’attività professionale del gruppo.

Il teatro è costituito essenzialmente da monolite in calcestruzzo ed interpreta due temi cari a Mdu: da un lato la "misurazione poetica" del territorio, dall’altro la volontà di creare un luogo concepito come un "viaggio di avvicinamento allo spettacolo". L'area su cui si sviluppa il progetto era in passato utilizzata dalla compagnia petrolifera Esso, ed è fiancheggiata da una parte da Via Aurelia Tarquinia, lungo cui si sviluppano una serie di edifici e la Strada Statale Castrense che collega il litorale con Viterbo, capoluogo provinciale. I lavori per la realizzazione del teatro iniziarono nel 2005 per concludersi sei anni dopo, nel 2011. Il concept fu quello di realizzare uno spazio che potesse dialogare con i luoghi che caratterizzano la zona attraverso l’uso di forme e materiali contemporanei: l’area archeologica di Vulci e la Centrale elettrica Alessandro Volta, il più grande impianto termoelettrico italiano che non entrò mai in funzione a causa di vicende politiche.

Dedicato all'attrice Lea Padovani, nata proprio a Montalto di Castro nel 1920, il teatro si compone di un grande monolite in cemento solcato da una netta fessura che divide in due il blocco, il quale poggia su un basamento in travertino, richiamo del Tempio Grande di Vulci, datato IV sec. a.C. Sul lato sud, sulla sommità del blocco in cemento,è posizionato un parallelepipedo trasparente in policarbonato, elemento che ha la caratteristica di smaterializzarsi nel corso della giornata, fondendosi con il cielo ma nelle ore notturne, illuminato dall’interno, ha la funzione di essere un faro, energico punto di riferimento per tutto il territorio circostante. Rispetto alla planimetria, il progetto è caratterizzato da un asse longitudinale ben definito lungo il quale si sviluppano gli ambienti esterni ed interni.

Una grande piazza si estende sul lato nord e conduce verso l’edificio che accoglie il visitatore. Il grande ingresso vetrato è sormontato da una copertura a sbalzo in cemento colorato, mentre all’interno lo spazio è valorizzato da pareti trasversali rivestite in lamelle lignee che producono movimento e vibrazione. Queste ultime hanno una doppia funzione: delimitare ed ospitare gli ambienti come la biglietteria, il guardaroba, i servizi igienici e gli uffici, e quella di proiettare lo spettatore direttamente alla sala. Il fulcro di tutto il progetto è rappresentato dal grande palco collocato tra la sala coperta e l’area esterna di 500 posti creando un trai d'union tra l'ambiente interno e quello esterno. Il teatro pdiventa dunque un ambiente versatile che si presta ad accogliere eventi sia durante la stagione estiva con la grande arena estiva, sia durante la stagione invernale, con l'utilizzo degli spazi interni.

- LE OPERE -