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Pastificio Cerere, dimora di creatività

Pastificio Cerere, dimora di creatività
Pastificio Cerere, dimora di creatività
Il covo dell’arte di San Lorenzo ospita nuove forme espressive
Pastificio Cerere, dimora di creatività
Pastificio Cerere, dimora di creatività | Il covo dell’arte di San Lorenzo ospita nuove forme espressive
Un luogo dismesso e abbandonato diventa una location di vita e ispirazione. È successo al “Gruppo di San Lorenzo”, sei artisti che dagli anni Settanta hanno fatto di uno spazio industriale fuori uso il proprio fulcro di creatività. Sei personaggi (Ceccobelli, Dessì, Gallo, Nunzio, Pizzi Cannella e Tirelli) che hanno creduto nel Pastificio Cerere di Roma, rendendolo un punto di creazione e diffusione dell’arte contemporanea.
 
Ex Pastificio: un luogo d’arte e di vita quotidiana
Sei sono le mostre che celebrano i 10 anni di attività della Fondazione Cerere e i 110 dalla costruzione dell’edificio scelto come suo habitat. Dopo Interno via degli Ausoni, la personale di Pizzi Cannella che ha proposto un viaggio attraverso immagini e architetture simbolo di questo covo di idee,  a maggio concluderà le celebrazioni la personale di  Marco Tirelli, proponendo un nuovo percorso di memoria e creatività.
 
Lo Spazio Sconfinato di Robert Llimós
Intanto fino al 16 aprile, il Pastifico Cerere habla español con il debutto italiano di Robert Llimós che presenta la sua prima personale nel nostro Paese. Oltre 50 opere – tra dipinti, sculture, incisioni e disegni – che raffigurano, in modo quasi maniacale, creature dall’aspetto enigmatico e malinconico, provenienti da altre galassie, inquietanti ma allo stesso tempo familiari. La mostra è concepita come progetto itinerante: dopo l’allestimento italiano farà infatti tappa a Barcellona, dove troverà spazio nella stessa casa – studio dell’artista. Per fornire agli osservatori un nuovo punto di vista sull’opera: poterla ammirane nello luogo stesso in cui è stata realizzata.
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