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Quando l’arte diventa green

Quando l’arte diventa green
Quando l’arte diventa green
Un percorso artistico nei parchi che ospitano la creatività
Quando l’arte diventa green
Quando l’arte diventa green
La natura può essere uno scenario ideale per ospitare opere d’arte. Un esempio sono i vari parchi scultura dislocati qua e là nel territorio laziale, dove arte e natura si fondono in un perfetto equilibrio.

Ci sono luoghi antichi che ancora oggi sorprendono per la loro attualità artistica, per il gusto contemporaneo dei loro simboli, per la forza espressiva di opere che rapiscono chi le osserva. Come nel caso del parco più famoso del territorio laziale, il Parco dei Mostri di Bomarzo, in provincia di Viterbo, un bosco “sacro” ideato dall’architetto Pirro Ligorio nel lontanissimo 1552, ricco di suggestioni fantasy, atmosfere gotiche e “paurose”. All'interno del parco, una maschera feroce con la bocca spalancata, “il Colosso” che simboleggia la lotta tra i giganti Ercole e Caco, la grande tartaruga sopra la quale si trova la figura di Nike, solo per citare alcune figure immaginarie ed esoteriche.
Spostandoci a Calcata, sempre in provincia di Viterbo, troviamo il Parco Opera Bosco, dove le opere sono realizzate tutte con materiali naturali. L’idea è dell’artista Anne Demijttenaere che dal 1996 cura il parco, di cui si può ammirare l'imponente porta ellittica, fatta con 150 metri di liane arrotolate e fissate su un grosso ramo di fico. Proseguendo il percorso, si incontra l’opera di Oriana Impei, tre pietre simboleggianti le tre diverse fasi della vita. Affacciato sul mare c’è poi un imponente megalito fatto di tronchi, simbolo di una struttura preistorica di balena. Un bosco galleria d’arte, dove tutto ruota intorno al rispetto delle leggi della natura.
Poco distante da Civita di Bagnoregio, si trova l’Hortus Unicorni, un giardino architettonico in cui sono le piante “artistiche” a farla da padrone. Il merito è del proprietario nonché abile giardiniere, Luca de Troia, che ha creato vere e proprie sculture fatte di piante.
Infine nella Capitale è d’obbligo una tappa a Villa Glori. Nel 1997 il Comune di Roma, su idea della critica d’arte Daniela Fonti, ha inserito nel parco delle istallazioni di arte contemporanea, opera di creativi come Giuseppe Uncini (Porta del Sole), Mauro Staccioli, Maria Dompè  (Meditazione) e Paolo Canevari. Il risultato è un parco scultura contemporaneo selvaggio e con una configurazione irregolare, intitolato “Varcare la soglia”; un modo per far capire che una volta entrati a Villa Glori è possibile osservare il fondersi tra arte e territorio naturale.

- LE OPERE -