SEGUICI SU
Indietro

ONIRIDE

ONIRIDE
ONIRIDE
Foto di Antonio Barrella
ONIRIDE
ONIRIDE

Oculus. Fare un sogno è entrare nei luoghi che non esistono. Oppure in luoghi che sono esistiti, o che sono trasfigurati dalla realtà del sogno. È passeggiare verso il cipresso brumoso di Notte stellata di V. van Gogh, seguire le colline magmatiche verso il campanile della cattedrale di Saint-Rémy, piegarsi sotto quel cielo vorticoso, individuare le pennellate grumose, intravedere la tela tra un tremolio del pennello e l'altro. Vivere nel quadro, è il sogno. Eppure gli occhi sono aperti, si è svegli, si è coscienti, e quello che si ha sul viso non è il cuscino ma un oculus interattivo che proietta la persona fisica in una realtà non fisica. Quella del quadro, appunto; o quella del Colosseo dell'80 d.C.; o quella del Mausoleo di Elena come doveva essere nel IV secolo d.C. E allora, qual è la realtà? Quella che vediamo.

E il gruppo di Oniride, una manciata di ragazzi tra i 30 e i 35 anni, ha progettato il modo di inventare tante realtà quanti sono gli occhi che la guardano. Un progetto pieno di ambizioni, che in Italia sembra sbarcato da un futuro lontanissimo: eppure hanno già realizzato videomapping, immersioni in realtà virtuali, progetti che mirano alla valorizzazione del mondo culturale italiano. La tecnologia al servizio della cultura, per creare non solo indotti economici ma anche etici. Perché attraverso i loro strumenti l'esperienza culturale non viene sostituita ma ampliata, come se offrissero alle persone – e ai loro clienti – una strada in più su cui costruire la propria immaginazione, dare forma a un nuovo campionario di percezioni.

La loro azienda  operativa dal Gennaio 2015, ha già assunto due dipendenti. Vantano collaborazioni con il Cnr, il MiBACT, la Soprintendenza dei Beni Culturali di Roma, varie università. Sono stati ad Expo 2015. Tra molte peripezie e difficoltà, è Roma la loro realtà (reale) ed è qui che stanno facendo crescere la loro startup: un paesaggio ancora spoglio e vergine, in cui far attecchire tutte le magiche possibilità che offre il mondo virtuale.

La storia è stata raccontata da Rossella Milone, scrittrice.

- SPAZI E LAVORI -