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Nero Gallery

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Nel cuore del Pigneto uno spazio per l'arte più moderna
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A pochi passi dalla Stazione Termini c’è la zona del Pigneto, un triangolo di strade dal fascino retrò tra Prenestina e Casilina, tra storia imperiale e una storia di idee in continua scrittura. Strade strette, case basse e gente in strada, dove le culture si incrociano, si mescolano, si rifanno e sperimentano.

Nel cuore pulsante di questo quartiere rinato sorge Nero Gallery. Una giovane e dinamica galleria nata con lo scopo di dare spazio a Street Art, Fumetto, Lowbrow Art (è un movimento culturale delle Arti visive che sorse a Los Angeles sul finire degli anni '70. Appartenente alle arti popolari, questo movimento ebbe le sue radici culturali nel fumetto underground, nella musica punk rock e nelle culture hot-rod e di strada. Conosciuta anche con il nome di Pop Surrealismo o Pop Surrealism, si distingue per i toni umoristici).

Uno spazio per tutte quelle forme artistiche stravaganti, eccentriche e fuori dagli schemi, presupponendo che l’arte debba averne. Propone giovani artisti e nuovi generi d’arte che spaziano e abbracciano le sfumature dell’arte ipercontemporanea.

Tra le mostre più significative, ospitate fino ad ora, meritano un cenno quella dei Twee Muizen e di Virginia Mori.

I Twee Muizen  sono duo spagnolo, formato da Denís e Cris, entrambi provenienti dalla Galizia. Attualmente vivono e lavorano stabilmente a Barcellona. Utilizzano vari supporti, spaziando dalla tela al legno, e varie tecniche, dall’olio all’acrilico, fino a sperimentare anche l’arte del cucito creando magnifici Art Toys.Nelle loro iconografie sono sempre presenti animali, avendo trascorso la loro infanzia in mezzo a boschi e montagne. Questi animali sono sempre, o quasi, accompagnati da una figura umana.

Virginia Mori, classe 81. Si perfeziona in Illustrazione e Animazione all’Istituto Statale d’Arte di Urbino. Partecipa a diversi eventi artistici in Italia e vince il premio “SRG SSR idee suisse” ad Annecy Call for project.  I suoi disegni a penna bic sono stati esposti in diverse collettive e personali in Italia e all’estero.

La dualità è sempre ricorrente nelle opere di Virginia che, grazie al suo caratteristico black humor, riesce a suscitare nello spettatore emozioni contrastanti, un misto di attrazione e repulsione, di incanto e disagio. Ed è proprio nell’ampio spettro di significati, nel panorama metaforico che l’osservatore è invitato ad esplorare e scoprire, che risiede il fascino delle opere di quest’artista.

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