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Distretto Tecnologico della Cultura

Distretto Tecnologico della Cultura
Distretto Tecnologico della Cultura
otto i poli di ricerca coinvolti nel Lazio
Distretto Tecnologico della Cultura
Distretto Tecnologico della Cultura | otto i poli di ricerca coinvolti nel Lazio

Nasce il nuovo Distretto Tecnologico della Cultura, un nuovo politecnico della Cultura per il quale sono stati stanziati dalla Regione Lazio e dal Miur, 41,7 milioni di euro. Il progetto è stato presentato presso la vicepresidenza regionale da Massimiliano Smeriglio, dal rettore de La Sapienza, Eugenio Gaudio e dal presidente di Lazio Innova, Paolo Orneli. Il Centro di eccellenza del Dtc raggruppa otto tra i principali organismi di ricerca del settore "Tecnologie per i beni e le attività culturali del Lazio". Si configura come la più importante aggregazione di know how nel settore di riferimento a livello europeo. Al progetto partecipano tutte le Università pubbliche del Lazio: SapienzaTor Vergata, Roma Tre, Tuscia, Cassino e Lazio Meridionale, oltre agli enti di ricerca Cnr, Enea e Infn.

Il finanziamento della Regione Lazio consiste in 6 milioni di euro in tre anni e prevede una prima fase con un milione e mezzo di euro per l’attivazione del Centro. Verranno finanziati inoltre lo svolgimento di progetti di alta formazione, di ricerca e trasferimento tecnologico, oltre alla creazione dell’anagrafe e dell’osservatorio sulle competenze e sulle risorse territoriali del Dtc Lazio. La seconda fase è riservata al Centro di eccellenza e prevede lo stanziamento di di 4,5 milioni di euro, dedicata a rafforzare il piano di avviamento. 800 i ricercatori di ruolo stimati con esperienza nel settore, 400 assegnisti, contrattisti e post-doc, oltre a un certo numero di componenti degli spin-off. Tra gli obiettivi, la nascita di imprese innovative che hanno come oggetto i beni culturali per lo sviluppo economico locale. Altro obiettivo riguarda la creazione delle comunità di pratica fra gli attori del sistema. Il terzo obiettivo stabilito consiste nell'incrementazione delle collaborazioni tra grandi imprese (GI) e piccole e medie imprese, nuove aziende o aggregazioni di aziende esistenti, di cui una quota del 30% in grado di accedere ai finanziamenti per l’innovazione tecnologica, operanti nei diversi comparti del settore dei Beni Culturali. Il nuovo Politecnico della Cultura dovrà attrarre capitali privati, competenze eccellenti e imprese internazionali ad alta tecnologia attraverso strumenti innovativi di private equity/venture capital in operazioni finanziarie nel capitale di rischio. 

"Finalmente parte il distretto tecnologico della Cultura – ha dichiarato il vicepresidente della Giunta Regionale del Lazio Massimiliano Smeriglio – oltre 41 milioni investiti per la ricerca, formazione e impresa. Investiamo immediatamente 6 milioni che significano 800 ricercatori e 400 assegnisti. Persone in carne e ossa giovani, che grazie a questa scelta vengono messe nelle condizioni di poter fare il loro lavoro". Tutto questo "riguarda un rapporto virtuoso con il territorio perchè intende tutelare le aree soggette a rischi sismici e alla conservazione e valorizzazione dei beni culturali".

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