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Mosaico moderno

Mosaico moderno
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Dall'antica Roma la lavorazione del micromosaico
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Il micromosaico di origine romana viene reinterpretato e utilizzato per la creazione di oggetti preziosi o di gioielli. Lo fa la Roman Micromosaic, nelle figure di Roberto Grieco, pittore e scenografo, maestro mosaicista studioso delle applicazioni delle tessere nel campo moderno, Luigi Faraoni, antiquario, restauratore e mosaicista, e Silvia Grieco, mosaicista. I tre - artigiani “puristi” - lavorano dando al micromosaico l'importanza di un tempo, senza alterarne il valore storico con pietre preziose inglobate (procedimento che si usa spesso per occultare la scarsa qualità della tecnica nel mosaico romano).

Luigi Faraoni - che ammette di non aver mai smesso di studiare e documentarsi - ha suggerito il nome del negozio ispirandosi a uno dei primi volumi letti sul tema del micromosaico.
I campi di applicazione di questa arte sono tantissimi, tra i più gettonati c'è sicuramente l'inserimento del micromosaico nel quadrante degli orologi da polso, che diventano così pezzi unici, perché eseguiti completamente a mano. Altro campo d'elezione è quello dei gemelli, che riproducono motivi originali o copie di opere d'arte famose. Discorso simile anche per anelli, pendenti e spille, dove su una piccola superficie si rincorrono motivi elegantemente tridimensionali. Infine, la bottega produce anche molti fermacarte, che vedono la tecnica usata su un filato su supporto in argento che raffigura motivi e soggetti che si riferiscono all'antica Roma, poi incastonati su basi in marmo pregiato. Gli oggetti realizzati sono tutti fatti a mano. Nessuna macchina sarebbe in grado di eseguire questa lavorazione, soprattutto se si considerano i tempi di essiccazione dei materiali, spesso conteggiati intorno ai 30 giorni.

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