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Morolo, la Ciociaria dei murales

Morolo, la Ciociaria dei murales
Morolo, la Ciociaria dei murales
Un comune ha fatto dei dipinti sui muri un patrimonio urbano
Morolo, la Ciociaria dei murales
Morolo, la Ciociaria dei murales
In molti sostengono che l’arte non abbia barriere; che riesca a superare qualsiasi confine e a insinuarsi in realtà piccole, molto distanti dalla scena culturale contemporanea. Lo dimostra ciò che è accaduto a Morolo, piccolo borgo della Ciociaria situato sulla Valle del Sacco, a pochi chilometri da Frosinone. Qui infatti da oltre trent’anni i grandi murales si sono integrati perfettamente con il tessuto urbano,attribuendo a questo luogo un fascino inedito.
 
Le facciate morolane trasformate in opere d’arte
Il comune di Morolo è stato un precursore dei tempi, perché qui la parola murales è stata utilizzata già dagli anni ’80, quando ancora nella maggior parte dei grandi centri abitati italiani faceva raramente capolino. Ed è stato grazie all’artista Fausto Mancini, morolano d’ok, che il primo disegno sulle facciate delle case è entrato nella tradizione di questo posto. E proprio dalla sua opera iniziamo il nostro viaggio all’insegna della creatività morolana. In piazza Ernesto Biondi, su commissione della Pro Loco, Fausto Mancini è intervenuto infatti nel 1984 con un dipinto di circa 250 mq; un’opera che affronta uno dei temi più delicati per il piccolo comune ciociaro: l’emigrazione che nel Novecento spinse tanti cittadini del piccolo comune laziale verso gli Stati Uniti in cerca di fortuna. 
 
Le difficoltà diventano patrimonio artistico
Un momento storico difficile quello dell’emigrazione italiana nel Nuovo Continente che l’artista è riuscito ad imprimere sulle mura del paese con grande maestria. I sentimenti che accompagnano coloro che devono lasciare la propria terra natia nella speranza di un futuro migliore oltre Oceano sembrano materializzarsi nel suo murales: da una parte è dipinto lo stivale italiano con delle donne intente a salutare un uomo con la valigia che si avvicina al confine della sua nuova vita a stelle e strisce. Ad attendere l’emigrante italiano -nella “sezione” statunitense del murales - c’è un poliziotto.  E il simbolo USA la Statua della Libertà.
I mille e uno murales morolani
Ma questa è solo una parte di quello che vi aspetta una volta varcata la soglia di piazza Ernesto Biondi; di fronte al murales di Mancini, c’è infatti l’opera realizzata da Mario Rosati che raffigura l’illustre concittadino Ernesto Biondi, famoso scultore attivo agli inizi del Novecento. E sempre suo è un altro murales che si trova sulla strada provinciale di accesso al Comune laziale, la Donna ciociara:una figura risoluta e piena di energia, rappresentata nelle sue molteplici attività giornaliere. 
Rimanendo poco fuori dal centro abitato, in via Guglielmo Marconi, vicino la piazza con la chiesa di San Rocco e Sebastiano, non potete perdervi il murales di Mario Fiaschetti. Un’opera sempre a tema emigrazione in cui si fondono perfettamente sentimenti come amore e amicizia. Tornando in paese è d’obbligo una visita al suo laboratorio,in via Madonna del Piano 57, dove potete ammirare lavori in bronzo, legno e di dipinti.  
 
Anche opere italo-catalane nel comune ciociaro
E se ancora non siete ‘sazi’ di arte non perdetevi tra i vicoli e le viuzze di Morolo le diverse opere d’arte contemporanea che impreziosiscono a sorpresa la cittadina. E’ dal ’94 infatti che fanno qui capolino i lavori della X edizione dell'”Incontro Giovani Artisti” dal titolo “Lo spazio evocato”. Sculture, murales e dipinti di artisti italiani e catalani, realizzati in occasione del gemellaggio con la piccola città catalana Besalù, si sono trasformati in parte integrante della realtà morolana. Da ammirare, il trapezio d’acciaio sospeso tra due palazzi che si trova poco prima di arrivare in piazza Ernesto Biondi (via Roma), opera di PepCamps che cerca di analizzare il rapporto tra aria e spazio. Oppure la gigantesca scultura in alluminio di Carlo De Meo in via Porta Castello. Simile a un orologio solare,è situata sulla facciata di una casa del centro cittadino. E da lì sembra voler dettare lo scorrere del tempo in un paese che non ha avuto paura di coniugare antico e moderno. 
- LE OPERE -