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MICHELE DIMITRI

MICHELE DIMITRI
MICHELE DIMITRI
Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi
MICHELE DIMITRI
MICHELE DIMITRI

“Una volta scritta e registrata la canzone non mi sono affannato a cercare un'idea, sedendomi a una scrivania cercando di spremermi fuori qualcosa. Ho preferito che fosse l'idea a venire da me. E infatti le immagini che dovevano comporre il video mi sono arrivate alla mente come se qualcuno ce le avesse lanciate con forza ”. Parole di Michele Dimitri alias Mick Dimitri. 17enne romano, tiene la matita in mano dai 2 anni, a 7 inizia a suonare da autodidatta la batteria acustica. A 8 anni comincia a studiare chitarra acustica ed elettrica, prende lezioni di pianoforte jazz con il maestro Andrea Beneventano. Nonostante l'età inferiore ai minimi previsti dal regolamento, viene ammesso ai Clinics del Berklee College of Music che si riporta durante l'Umbria Jazz 2014.“Running in the dark” , la cui clip raggiunge oltre 100.000 visualizzazioni su YouTube. “Crescendo, ho incentrato tutta la mia vita sull'esplorazione della bellezza e sulla sua creazione”. Ma può essere anche dannazione. E Mick Dimitri lo sa bene: “Questo mio voto alla bellezza mi ha anche portato molta sofferenza. Il prezzo da pagare per fare quello che più amo è sempre stata l'alienazione ”. La sua canzone - forte di quell'isolamento - è un inno alla solitudine nella sua seconda lingua madre, l'inglese, in cui l'approccio visivo onirico, per quanto acerbo, accostato al testo arriva come intuizione lanciata da qualcuno con forza. Due isole si perdono nelle acque catartiche, immagine archetipica e ambivalente affinché “ognuno possa proiettarvi dentro la propria esperienza”.

La storia è stata raccontata da Maria Teresa Sammarco, scrittrice.

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