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Michele Cirillo

Michele Cirillo
Michele Cirillo
Foto di Antonio Barrella
Michele Cirillo
Michele Cirillo

Laureato in Scienze della formazione e dell’educazione, ha intrapreso la professione di insegnante di fotografia che svolge a Roma da 5 anni.

«Tutt’oggi scatto ancora in analogico, oltre che in digitale. La maggior parte delle mie opere le stampo su pellicola utilizzando acidi e ingranditori».

Collabora con testate italiane e straniere occupandosi principalmente di reportage: «Ciò che amo di più è raccontare la storia umana, rappresentare le minoranze che troverebbero difficilmente una voce» come quella di Scampia, alla quale ha recentemente dedicato un lavoro.

All’apertura dell’anno Giubilare della misericordia, Michele Cirillo si trovava in piazza San Pietro, a Roma, per realizzare alcuni scatti dell’evento.

«Mentre osservavo i miei colleghi rivolti verso il centro della piazza, verso la celebrazione, io mi sono girato dall’altra parte; allora ho iniziato a osservarmi intorno e ho capito chi ci fosse in piazza, quale sentimento era presente».

Questo giovane e bravissimo photo-reporter, rivedendo gli scatti realizzati in piazza San Pietro, ha riflettuto sull’idea di misericordia, così distante dai volti delle persone ritratte, ognuna assorbita da altro – il proprio smartphone, per esempio.

Si è allora domandato: che storie di misericordia raccontano questi visi? Durante i suoi numerosi reportage, si è appassionato al tema della miseria. «È stato uno spunto fortissimo. La ricchezza è uguale per tutti, perché si rifà sull’oggetto. La povertà invece si rifà sulle persone. Per questo è diversa per ognuno».

Nei visi fotografati la mattina dell’apertura dell’anno Giubilare, ha inserito scatti realizzati in Ecuador, in Palestina, in Tanzania, scatti che narrano storie di miseria umana. L’effetto è straniante, disturbante, potentissimo.

La storia è stata raccontata da Giogio Ghiotti, scrittore

- SPAZI E LAVORI -
Progetto Misericordia
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