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MARIA IOVINE

MARIA IOVINE
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Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi
MARIA IOVINE
MARIA IOVINE

“Non so se sono prima una montatrice o prima una femminista”. Maria Iovine esordisce con un dubbio identitario. In verità questa trentaquattrenne casertana ha le idee molto chiare e una grande determinazione. La stessa che le ha permesso di laurearsi con il massimo dei voti in cinema all’Università di Salerno con una tesi sperimentale, un vero e proprio lavoro di montaggio che il professore le aveva caldamente sconsigliato. La sua risolutezza le fa vincere pure il video-contest legato al bando della Regione Lazio “Innovazione: sostantivo femminile”, a cui partecipa solo a ridosso della scadenza. “Un’amica mi aveva girato il link del concorso sul tema del rapporto tra donne e innovazione - ricorda Maria - ma i tempi erano stretti per girare un video. Poi ho realizzato che non c’è nessuno più bravo di un montatore a sfruttare il lavoro altrui”. La giovane inizia a cercare sul web materiale senza copyright e confeziona il video “Favole in aggiornamento”, nel quale passa in rassegna tutti gli stereotipi con cui crescono le bambine, per poi ribaltarli nel finale. Questa clip viene inclusa nel progetto più ampio “Original Sin”, che raccoglie filmati sulle tematiche femminili, in particolare sulla violenza di genere e le discriminazioni basate sul sesso, rilasciati con la licenza Creative Commons che consente il libero utilizzo. L’ultimo lavoro di Maria, “In her shoes”, è un corto di 15 minuti ideato per il Premio Zavattini 2017 sul riuso creativo del cinema. Attraverso il materiale messo a disposizione dall’Archivio del Movimento Operaio e dall’Istituto Luce, ripercorre la storia del femminismo, invertendo i protagonisti. Domenico, che vive in una società dominata da donne in cui subisce continue ingiustizie, prende parte a un movimento di liberazione maschile per avere pari opportunità.

La storia è stata raccontata da Serena Berardi, scrittrice.

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