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MARIA CHIARA FAGIOLI

MARIA CHIARA FAGIOLI
MARIA CHIARA FAGIOLI
Foto di Antonio Barrella
MARIA CHIARA FAGIOLI
MARIA CHIARA FAGIOLI

Eclettica è dire poco. «Semplicemente in viaggio tra materia e antimateria», dice lei. Ha iniziato a scrivere con la luce alle scuole elementari, «Nikonista alla nascita per errore, a seguire viaggi indimenticabili ed esperimenti con l'analogico, rullini in sovrapposizione e la preziosità della grana con il bianco nero». Ha una buona passione per i surrealisti e sta lavorando a un portfolio su metafisica e Rinascimento.

Poi, in tutto quel fertile ambaradam, fa capolino la musica.

E così Maria Chiara Fagioli ha trasposto le note di una canzone in un nuovo standard visuale cromatico applicato a un "canvas strumentale". Alchimista visuale, così si definisce. Con “Synaesthesia - Do you want to see the Music?”, la Fagioli ha codificato uno standard di sua invenzione e lo ha applicato a una tela da pittore con sei squarci, e un led. Il progetto è un nuovo codice musicale semplificato, pensato per essere suonato da due o più strumenti attraverso un unico tetragramma. E si tratta di un'idea fisica, nata da un esame di fotografia, che poi ha camminato fin qui assumendo sempre nuove forme.

Ha tradotto la canzone "The Sound of Silence" di Simon e Garfunkel nella sua tela strumentale, quella con sei squarci e un led, e si può vedere la musica che luccica attraverso stelle luminose colorate.

Ogni puntino, ogni sequenza è una battuta musicale. Una linea è uno strumento.

Vengono fuori triangoli, quadrati grazie a un proiettore in grado di mappare le note e farle danzare.

3 linee, ciascuno un pentagramma della vecchia notazione, su cui viene applicato un nuovo codice musicale visuale, da lei inventato che consente di vedere la musica.

Potrebbe, tra l'altro, essere utile per far esperire la musica a chi non può sentirla. O svezzare all'educazione musicale i bambini più piccoli.

La storia è stata raccontata da Gabriele Di Fronzo, scrittore.

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