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MARCO BERTOLA

MARCO BERTOLA
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Foto di Antonio Barrella
MARCO BERTOLA
MARCO BERTOLA

Nato come un gruppo di ricerca della facoltà di Ingegneria all’Università di Tor Vergata, Seeinteracting ha presto coinvolto l’Accademia Nazionale di Danza e il conservatorio di Santa Cecilia di Roma per realizzare una performance in grado di catalizzare esperienze artistiche e tecnologiche: Folies de Seeinteracting.

Il collettivo prende vita da Marco Bertola, classe 1983, ingegnere informatico specializzato in tecnologie di interazione con gli strumenti musicali elettronici; Gianluca Susi (1982) ingegnere elettronico premiato in ambito nazionale e internazionale per i suoi studi in Brain Computer Interface e reti neuronali e il violoncellista Maurizio Massarelli, con cui insegnano al Master di Ingegneria del Suono e dello Spettacolo.

La messa a punto di un sistema di 3D motion capture, basato su telecamere a scanner infrarossi, permette di rilevare i movimenti dei corpi di 2 danzatrici (Margherita Costantini e Francesca Formisano) e trasformarli in suoni.

Il movimento corporeo – una coreografia di Livia Massarelli sulla base musicale di Maurizio ispirata all’antico tema musicale portoghese chiamato “follia” – determina la creazione di un suono virtuale che modifica quello del violoncello. La danza quindi non si poggia esclusivamente su una base musicale prestabilita ma interagisce attivamente con essa.

Il suono del violoncello elettronico inoltre determina a sua volta un algoritmo che genera l’elaborazione di immagini in computer grafica proiettate sul fondo della scena.

Il corpo diviene quindi al tempo stesso strumento musicale e strumento pittorico in una piena sinergia con la tecnologia e con il suono.

Uno degli obiettivi del collettivo è portare questi dispositivi all’interno di spazi museali, come già fatto in passato al Festival d’Arte Contemporanea FAST 2011, rendendoli paesaggi sonori, grazie al sistema interattivo che trasforma in musica le variazioni di spazio create dai fruitori, che, quindi, diventano co-protagonisti dell’ambiente visitato.

La storia è stata raccontata da Chiara Sfregola, scrittrice.

- SPAZI E LAVORI -