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Lorenzo Micheli

Lorenzo Micheli
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Foto di Antonio Barrella
Lorenzo Micheli
Lorenzo Micheli

Ricomincio da tre: connettere, trasformare, crescere.
Connettere: reatini globali, professionalità e competenze diverse.
Trasformare: un problema locale in progetto nazionale.
Crescere: nella consapevolezza e nella responsabilità.

Programma ambizioso quello di Lorenzo Micheli, classe 90, reatino di nascita ma internazionale per vocazione. “Essere globali rende sempre più locali, all'estero percepisci il valore aggiunto del tuo territorio, senti il bisogno di fare qualcosa per il tuo Paese”. E allora si fa promotore, insieme a Rena – associazione nazionale di cittadini mirata al coinvolgimento di tutta la comunità – del progetto che vede nell'area dell'ex Snia Viscosa di Rieti, 32 ettari nel cuore della città, in dismissione dal 2007, il potenziale “luogo del cambiamento”.

La Snia sta a Rieti come la Fiat a Torino. È parte integrante dell'immaginario collettivo della città, dell'identità dei reatini. Per riappropriarsi di sé, Rieti ha bisogno di un percorso interdisciplinare di rigenerazione, funzionale allo sviluppo futuro dell'area. Tutti i tentativi sino a oggi sono falliti a causa della grande complessità delle problematiche da affrontare. L'alternativa è un cambio radicale di prospettiva: non cosa può fare chi, ma chi può fare cosa. La squadra che si riunisce grazie alla chiamata alle armi di Lorenzo vuole rendere Rieti un laboratorio di sperimentazione nazionale di politiche di sviluppo locale. Si attiva una call internazionale multidisciplinare, diretta a soggetti regionali, nazionali e internazionali, impegnati sui temi della progettazione, dello sviluppo, delle periferie urbane, dell'innovazione e del territorio. La mobilitazione è immediata, il coinvolgimento straordinario. Emerge la strategia NextRieti: un'officina di tante iniziative locali per valorizzare più che riqualificare. La ricetta? La parcellizzazione del recupero l'ingrediente principale. L'amore per il territorio l'ingrediente segreto. Per una nuova narrazione della comunità. Ricomincio da qui.

La storia è stata raccontata da Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti, scrittrici.

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