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LORENZO KARAVANIA

LORENZO KARAVANIA
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Foto di Antonio Barrella
LORENZO KARAVANIA
LORENZO KARAVANIA

«Ricordo che quando mi regalarono il mio primo Lego mi arrabbiai moltissimo, perché con i Lego potevi fare poco o niente: i blocchi erano quelli e non potevi modificarli», parola di Lorenzo Karavania.

Alla domanda su chi sia Lorenzo Karavania, potremmo rispondere che è un geniale e simpatico ragazzo classe ’96 che, a 7 anni, comprò il suo primo saldatore in un negozio di Ciampino per creare un circuito di amplificazione audio che, però, saltò in aria.

Da allora ha inventato la Regola del Tre: «dopo la terza volta che salta tutto in aria, lascia perdere».

Da sempre insofferente alle regole, pregò i suoi genitori di regalargli il garage; è lì che lavora ai suoi progetti da quando aveva 12 anni, costringendo i genitori a parcheggiare l’auto fuori.

A 18 anni ha avviato la sua azienda di stampanti 3D. Ma Lorenzo Karavania è tutt’altro che il genio chino sui libri a studiare giorni interi: «Non ho mai studiato tanto. Ammiravo il modello americano dell’imparare facendo».

Il Robot completamente stampato in 3D capace di apprendimento, riconoscimento di oggetti e mappatura degli ambienti lo ha interamente progettato da sé. Una prima versione, poi perfezionata nel tempo, la presentò all’esame di maturità. Ha iniziato col recuperare una stampante rotta e prelevandone i motori, poi scrivendo il sistema operativo.

La mattina della maturità, Lorenzo ha presentato alla commissione un progetto che gli permetteva di avere la posizione esatta relativa del Robot nel punto in cui viene scattata la foto dell’ambiente.

«Per avere un modello 3D di un oggetto – spiega – devi avere la foto a 360° e l’angolazione dalla quale è stata scattata la foto». È così che è nato questo Robot.

Ora Lorenzo sta lavorando a un nuovo progetto col quale cercherà di realizzare il suo sogno fin da bambino: avere una casa completamente controllata da robot.

Ha deciso di cominciare da una lampadina, oggi in grado di riconoscere la voce che le invia il segnale di accendimento/spegnimento.

La storia è stata raccontata da Giorgio Ghiotti, scrittore.

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