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MÖBIUS STRIP

MÖBIUS STRIP
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Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi
MÖBIUS STRIP
MÖBIUS STRIP

Tutte le superfici geometriche, si sa, hanno due facce: una superiore e l’altra inferiore. Il “nastro di Möbius”, invece, ne ha una soltanto: basterebbe prendere una strisciolina di carta, torcerla di mezzo giro e incollarla agli estremi, per avere una superficie non orientabile; da qualsiasi lato percorressimo il nastro, infatti, ci ritroveremmo con grandissima sorpresa sul lato opposto, perché in realtà ce n’è uno solo. Questo affascinante meccanismo è stato applicato in tutti i campi, dalla scienza all’arte - si pensi alle opere di Escher – dalla letteratura alla cinematografia fino alla musica. Lorenzo, ingegnere, racconta che durante la lezione di analisi, il professore accennò a quel nastro, una figura che lo colpì molto. “Ho lasciato l’ingegneria per la musica e domani mi iscriverò al conservatorio”. “Möbius strip”, invece, non lo lascia e, anzi, diventa la canzone che dà il nome al suo gruppo. “Abbiamo cercato di trasformare la proprietà geometrica in musica, dopo ogni giro cambiano gli accordi che da maggiori diventano minori e in quello successivo tornano maggiori, così che ci si ritrova sul lato opposto, in un loop che si ripete”. Lorenzo compone ed è alle tastiere, Nico al sax, Eros al basso e Davide alla batteria. Ciascuno di loro impara a suonare da bambino, chi prende lezioni private, chi continua da autodidatta, chi studia al conservatorio. Insieme esplorano vari generi musicali fino ad approdare al Progressive: evoluzione del rock con contaminazioni di musica classica, jazz, folk, una sperimentazione senza confini. Sono tutti nati e cresciuti in provincia di Frosinone. Lorenzo è di Isola del Liri ma di loro già si parla in Francia, in Olanda e persino in America. Non so se abbiano camminato su un nastro con un lato solo ma di strada ne hanno fatta già tanta, e sul lato giusto.

La storia è stata raccontata da Anna Giurickovic Dato, scrittrice.

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