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Le stanze di Ferenc

Le stanze di Ferenc
Le stanze di Ferenc
carte da parati e nuova progettualità
Le stanze di Ferenc
Le stanze di Ferenc | carte da parati e nuova progettualità

Le stanze di Ferenc è il titolo della mostra che presenta 14 proposte artistiche finalizzate a valorizzare l'appartamento che ha ospitato a Villa d’Este per lunghi soggiorni il musicista Franz Liszt (1811 – 1886), di cui si conserva uno studiolo, intimo e romantico, rivestito dell'originaria tappezzeria ottocentesca dal raffinato ramage floreale.

Il progetto è in assoluto il primo in Italia ad indagare le potenzialità espressive della carta da parati nel XXI secolo, un medium ingiustamente ritenuto privo di appeal e secondario secondo il pregiudizio dei più, ma che ora torna all’attenzione in un contesto, quale quello estense, unico nel rappresentare l’essenza della bellezza e il suo senso del meraviglioso. 

Con questa iniziativa, che vuole presentarsi come la prima di una serie di appuntamenti che vertono sulla sperimentazione legata alle tradizionali tecniche artistiche, l’Istituto intende così calendarizzare la ricerca e la riflessione sulle tecniche desuete di produzione / riproduzione. Uno degli obiettivi che le Villae si prefiggono è infatti quello di divenire una sorta di ‘cantiere laboratorio’ per il dibattito sui meccanismi legati alla visione, e il loro valore, di cui è portavoce e protagonista indiscusso. 

Con Le stanze di Ferenc sono pertanto presentati i progetti più rappresentativi tra le oltre 80 proposte di matrice artistica ideate per essere riprodotte su carta da parati, pervenute nell’ambito di un bando internazionale indetto lo scorso mese di aprile.

Il concorso, che ha avuto per sua stessa natura una inedita conformazione trasversale, ha richiamato l’interesse di un nutrito gruppo di professionisti - fra artisti, architetti, decoratori d’interni e gruppi creativi - che hanno effettuato un sopralluogo a Tivoli per meglio interrogare il contesto ambientale.

La scelta è stata quindi condotta su un formato standard che poteva essere ripetibile su contesti espansi, ed è stata effettuata a insindacabile giudizio del Direttore, coadiuvato dai vari interlocutori dell’Istituto, fra cui: Davide Bertolini (storico dell’arte), Giulia Floris (storico dell’arte), Fabio Sedia (architetto) ed Elisabetta Ciniglio (responsabile tecnico). 

Sono state individuate le soluzioni che valorizzano le peculiarità artistiche e storiche e meglio interpretano il genius loci della Villa. Stampati su tessuto, i progetti di maggior rilievo e significatività saranno esposti nell’ottica del recupero di una ricca seppur misconosciuta tradizione artistica fondata su una precipua professionalità artigianale, declinata secondo un linguaggio attraversato dalle suggestioni e dagli sguardi del nostro presente.

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