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Le donne se la ridono!

Le donne se la ridono!
Le donne se la ridono!
La risata è una chiave di apertura e fa bene, soprattutto se è femminile
Le donne se la ridono!
Le donne se la ridono! | La risata è una chiave di apertura e fa bene, soprattutto se è femminile

Un festival interamente dedicato alla comicità femminile. Il RIC Regioni Invasioni Creative per la prima volta arriva a Formia, con la prima edizione di Le donne se la ridono, il 30 e 31 ottobre prossimi al Teatro Remigio Paone.
La manifestazione, promossa dal Comune di Formia e dall’Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili della Regione Lazio, realizzata dall’ATCL, Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio, propone due giorni di “esilaranti invasioni”, con un programma che alterna spettacoli e lectio brevis, per divertirsi e riflettere, perché ‘ridere è una cosa seria’. 

“Avete presente cos’è la sindrome del successo senza eccesso? E’ quella patologia rara che porta una persona a sfiorare sempre il massimo, senza raggiungerlo mai. Io per esempio, al liceo ero bravissima…quasi.” ( da Prof.)

Cinque star della comicità femminile presentano 10 nuovi talenti.
A condurre il festival è Paola Minaccioni, che vede in queste donne e nella risata una chiave di apertura. Un’apertura della bocca, del respiro, degli occhi, dell’inconscio ma anche del conscio, ovvero del pensiero. Senza dimenticare che l’arte del ridere può essere rimedio al malessere contemporaneo.
Si alterneranno poi sul palco le altre protagoniste eccellenti: Gabriella Germani, Emanuela Grimalda, Lella Costa e Cinzia Leone che apriranno le porte alle giovani.
Nelle loro rappresentazioni queste donne sapranno far ridere di sé e degli altri, con un talento trasgressivo che manda in frantumi l'icona della "bellina e docile". Non avranno paura di inscenare le proprie fragilità, rifletteranno sul senso di precarietà che contraddistingue i nostri giorni, sullo strapotere dei social, sulla violenza ancora subita e si prenderanno gioco della società e delle sue contraddizioni, con l’intelligenza e l'ironia che contraddistingue la soggettività femminile, oltre le suggestioni del potere e ogni esilio culturale.

“Io sono Martina. C’ho 20 anni, non ho un marito, non ho un fidanzato, non ho nemmeno un tromba-amico; ma sto vivendo l’esperienza più bella della mia vita. Sono incinta” (da Martina è in cinta).
 

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